L'egemonismo planetario costruito da Xi Jinping, gli errori di Barack Obama e Donald Trump, i "vassalli" europei. Rassegna ragionata dal web
Xi Jinping alla parata militare a Pechino, 3 settembre 2025 (Ansa)
Sul Sussidiario Marco Zacchera scrive: «Il ragionamento che Xi Jinping propone ai suoi alleati è semplice: la politica dei due blocchi Oriente-Occidente è inutile, costosa e superata, le distanze non ci sono più, i problemi sono planetari; allora si accetti che sia la Cina la nazione-leader e si lavori insieme per lo sviluppo. Ovviamente, per i recalcitranti, la potenza anche militare cinese è visibile e “disponibile”».
Tra il 2008 e il 2011, quando prima la crisi finanziaria poi quella da debito sovrano hanno scosso l’economia mondiale, Xi Jingping ha abbandonato – nel sonno di americani, francesi e tedeschi - la linea di Deng Xiaoping che prevedeva la rinuncia all’egemonismo su scala internazionale, una dialettica tra partito ed esercito in Cina e la convivenza nello stesso Stato tra il sistema comunista e quello democratico di Hong Kong per preparare un superamento in tempi medi dei metodi dittatoriali. Così Pechino è diventata ancora più poliziesca al suo interno, si è ampiamente r...
Contenuto riservato agli abbonati Digitale e Full
Digitale
Il quotidiano online + il mensile digitale
Full
Il quotidiano online + il mensile digitale e cartaceo