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Squalo chi legge

Pieni di tutto, soddisfatti di niente

Di Maurizio Zottarelli
09 Agosto 2026
“Ohio” di Stephen Markley è uno spaccato che dal centro dell’Occidente si allunga su ogni sua periferia, svelando il male che affligge le nostre società. Ma anche la tenacia di una incomprensibile speranza
Cimitero memoriale militare in Ohio, Usa (foto Depositphotos)
Foto Depositphotos

Questo è un romanzo micidiale. Di quelli che ti pongono davanti a uno specchio a osservare quello che siamo diventati o stiamo diventando. Ohio di Stephen Markley in effetti è ambientato nel 2013 e mostra tutte le piaghe del morbo sociale che da noi, in Italia, in Europa, si sarebbero manifestate dieci anni dopo. È il racconto di quattro giovani tortuose storie, di quattro giovani disgraziati come milioni di altri che si rincontrano una sera a New Canaan, paese (immaginario) dell’Ohio dimenticato da Dio e dagli uomini come milioni di altri e per questo ombelico e palcoscenico universale di un’America satolla e disperata. Sono passati dieci anni da quando i quattro ragazzi si sono lasciati alla fine della scuola per cominciare i loro percorsi di disillusione, spesso violenza e autodistruzione. Sei anni prima un loro compagno, Rick Brinklan, aveva già terminato la sua corsa in qualche piana desolata dell’Iraq, ma alla parata in sua memoria, tra striscioni, bandiere a stelle e strisce e...

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