«L’Iraq ha bisogno dei cristiani. Giovani, non andatevene e confidate in Dio»

L’appello appassionato del patriarca maronita, il cardinale libanese Bechara Rai: «Le difficoltà che incontriamo non giustificano l’abbandono della nostra terra. Mettete su famiglia e restate qui»

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«Mettete su famiglia, resistete alla tentazione di partire, contate sulla presenza di Dio nella storia, decidete di essere testimoni di Cristo». È questo l’appello appassionato che il patriarca maronita, il cardinale libanese Bechara Rai, ha lanciato martedì sera a un gruppo di giovani iracheni nella cattedrale caldea di San Giuseppe a Baghdad.

L’incontro è stato organizzato grazie agli sforzi del patriarca caldeo, il cardinale Louis Raphael I Sako, in occasione della riunione di tutti i patriarchi cattolici d’Oriente, che si è tenuta dal 26 al 30 novembre in Iraq. Durante la serata dedicata ai giovani, «segno della speranza nel Vicino Oriente», il patriarca Rai ha sottolineato che «più che mai, l’Oriente ha bisogno di una presenza cristiana, per portare a questo mondo i valori del Vangelo».

«METTETE SU FAMIGLIA QUI»

L’appello è stato lanciato in modo non casuale in un posto speciale. In Iraq, infatti, prima dell’invasione americana del 2003, vivevano 1,5 milioni di cristiani. Dopo la guerra, lo stillicidio di attentati e la campagna dell’Isis sono rimasti meno di 250 mila cristiani. «Le difficoltà che noi incontriamo», ha aggiunto il cardinale libanese, «non giustificano la scelta di abbandonare la nostra terra. La nostra storia, la nostra civiltà e la nostra cultura sono più grandi delle difficoltà; esse ci permettono di essere in grado, con i nostri pastori e le nostri istituzioni, grazie anche alla vostra creatività, di rinnovare il nostro radicamento e fondare delle famiglie cristiane».

Come testimoniato dal cattolico caldeo Safa Al Alkoshy, 26 anni, al recente sinodo dei giovani, «il cristianesimo sta per sparire in Iraq. Tutti i giovani oggi pensano a emigrare. Chi vuole sposarsi infatti pensa: come posso costruire una famiglia in questa situazione?». Anche se ora gli attentati sono diminuiti, «chi poteva immaginarsi che Mosul e i villaggi della Piana di Ninive sarebbero stati occupati in cinque ore? Non abbiamo alcuna garanzia che quello che è successo con l’Isis non accada di nuovo».

«IL CAMBIAMENTO STA ARRIVANDO»

Parlando ai giovani iracheni, il cardinale Rai ha aggiunto che «la situazione cambierà sicuramente il cambiamento sta arrivando. Il sangue dei martiri e le lacrime degli innocenti non sono stati versati invano. Porteranno certamente dei frutti di vita nuova nello Stato e nella società Noi non sappiamo come Dio interverrà nelle nostre vite, ma sappiamo che lui è il compagno di strada che non si nasconde mai e che ci aiuta a camminare anche in mezzo agli ostacoli».

Foto Ansa

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