Lettera appello: «Benvenute le Forze dell’Ordine a Susa»

Documento reso noto nella zona dei disordini No Tav. Un gruppo eterogeneo di cittadini condanna le violenze e accoglie le forze dell’ordine

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tempi-copertina-si-tavE forse presto per parlare di una riedizione della “maggioranza silenziosa”, di certo, però, una lettera-appello di vicinanza e solidarietà alle forze dell’ordine firmato da oltre 500 valsusini è una notizia. È stato, infatti, diffuso un documento che inizia con un inequivocabile: «Benvenute le Forze dell’Ordine a Susa». Sono nomi di imprenditori, commercianti, lavoratori e pensionati, anche qualche No Tav. «In questo periodo – scrivono – Susa è stata più volte disturbata, purtroppo anche di notte, da un folto gruppo di persone che manifesta con slogan e striscioni. Molti sono giovani non di Susa, altri in amichevole condivisione sono nostri “bravi”… concittadini». Si riferiscono ai sit-in di fronte alle strutture che ospitano gli agenti in servizio presso il cantiere di Chiomonte. Manifestazioni nettamente condannate dai cinquecento firmatari, di cui non si sono diffusi ai media i nomi perché si teme «l’avvio di una caccia alle streghe». I sottoscrittori sottolineano come «per noi quelle persone rappresentano lo Stato. Siano dunque benvenuti! La loro presenza non ci disturba, anzi, alla luce degli ultimi episodi di violenza in valle ci rassicura. C’è da preoccuparsi, piuttosto, se c’è qualcuno che non li gradisce». Nella lettera, infine, una netta condanna della violenza (verbale, psicologica e fisica) e l’auspicio che «Susa non la subisca passivamente».

VATTIMO E LA VISITA IN CARCERE. Il clima è ancora sicuramente teso. Continuano i provvedimenti, perquisizioni ed avvisi di garanzia, tanto per il reato di eversione quanto per l’episodio dell’aggressione al camionista olandese, che un gruppo di attivisti antitreno avevano fermato nella convinzione che stesse trasportando componenti per “la talpa” che dovrà scavare il tunnel geognostico.
La Procura di Torino, intanto, vuole andare a fondo anche sulla vicenda della visita in carcere ad un militante No Tav, lo scorso 15 agosto, da parte dell’europarlamentare Gianni Vattimo. L’esponente dipietrista si era presentato al carcere delle Vallette per far visita a Davide Giacobbe, detto “Giobbe”, attivista arrestato qualche giorno prima con l’accusa di aver aggredito il 16 novembre 2012 un poliziotto e un operaio nel cantiere di Chiomonte, e recentemente scarcerato con l’obbligo di dimora e rientro notturno a Dumenza, paese del Varesotto dove risiede. Ad accompagnarlo due leaders del movimento No Tav, Luca Abbà e Nicoletta Dosio, entrambi sotto indagine, presentati come suoi consulenti. Tutti e tre sono stati convocati per lunedì in Procura per spiegare questa circostanza. I pm Andrea Padalino e Antonio Rinaudo, voglio chiarire in che veste Abbà e Dosio siano entrati in carcere. Per tutti e tre potrebbe profilarsi l’accusa di falso ideologico.

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