Letta: «La ripresa nel 2014 è a portata di mano». Barroso: «Governo continui. Italia sotto osservazione Ue»

Stamattina il premier ha spiegato che malgado «non si toccano ancora con mano i dati positivi, per l’onda lunga della crisi», le stime positive del Tesoro e persino dell’agenzia Moody’s sono reali. Crescita del Pil attesa già a fine 2013.

Secondo il premier Enrico Letta la ripresa economica nel 2014 è a portata di mano: intervenendo stamattina al Consiglio nazionale del Coni, ha dichiarato che «Il nostro Paese deve assolutamente trovare la strada della ripresa. Ieri abbiamo avuto segnali importanti, per adesso macroeconomici, che hanno a che vedere con i dati di alcune agenzie internazionali. Alcuni macro dati che dicono che l’anno prossimo, nel 2014, la ripresa è effettivamente a portata di mano».

OTTIMISMO. Il premier ha invitato a non scoraggiarsi, malgrado in questo momento sembri effettivamente lontana l’uscita dal tunnel della depressione economica, del calo dei consumi e delle produzioni, dell’aumento della disoccupazione. «Non si vedono, non si toccano con mano questi dati positivi perché purtroppo l’onda lunga della crisi porta ancora oggi a vedere i dati della disoccupazione e i dati delle attività economiche che chiudono», ha dichiato il premier che ha però sottolineato come guardando con una prospettiva più ampia ai dati macroeconomici, la curva calante dell’economia sia alle soglie di una crescita e che la tendenza può essere invertita «facendo sì che la fiducia riprenda, anche per la domanda interna».

NAVIGANDO VERSO ACQUE PIU’ TRANQUILLE. Tra i macrodati cui si riferisce il premier, ci sono quelli esposti ieri a Londra da Lorenzo Codogno, direttore del dipartimento di analisi economica del Tesoro, che ha dichiarato che, sebbene nel terzo trimestre il Pil italiano sarà ancora piatto o leggermente negativo, per il quarto è atteso una crescita lieve, al +0,3 per cento che «potrebbe essere anche più alta». Inoltre, sempre ieri, Moody’s ha pubblicato il suo Global Macro outlook 2013-2015, eloquentemente intitolato “Navigando verso acque più tranquille”, in cui ha migliorato le proprie stime sulla crescita dell’Italia.

NEL MIRINO DELL’EUROPA. Questo dato è stato confermato anche dal presidente dell’Unione europea, José Manuel Barroso, intervenuto poche ore dopo per la presentazione del rapporto Alert Mechanism report 2014. Barroso ha premesso che per l’Italia è necessario «completare le riforme promesse dal governo», dato che la situazione politica, seppur fragile, quest’anno «non ha però esposto a rischi i progressi raggiunti» permettendo di vedere dei segnali minimi di ripresa. Tuttavia, ci sono ancora alcuni importanti criticità da affrontare – Barroso ha esemplificato che «Nonostante le misure già prese e quelle annunciate nel 2014, resta alta in Italia la tassazione sul lavoro e il capitale», il cuneo fiscale – tanto che l’Ue ha deciso di aprire un’indagine, come si legge oggi nel rapporto, sull’Italia. In particolare, sulla perdita di quote di mercato che, ha spiegato Barroso, «resta significativamente sotto la soglia di guardia», sull’export che «compete in modo sfavorevole rispetto alle quote delle economie avanzate» e sulla disoccupazione che «è molto alta»: inoltre «La povertà e l’esclusione sociale in Italia sono avanzate in modo significativo».

ANCHE LA GERMANIA. Oggi il rapporto Ue rivela però che è stata aperta un’indagine anche sul surplus, all’eccesso opposto, della Germania, che «può mettere pressione sull’apprezzamento dell’euro e rendere difficile il recupero della competitività dei paesi periferici dell’Eurozona», anche se Barroso ha sottolineato che «non si sta criticando la competitività della Germania» che anzi andrebbe presa ad esempio.