Non è un caso che l’unica voce capace di contrastare questa visione del mondo sia la Chiesa cattolica, che s’è espressa con le parole misurate ma nette di papa Leone XIV
Papa Leone XIV, Città del Vaticano, 2 maggio 2026 (Foto Ansa)
Donald Trump, niente di nuovo. Di padroni del mondo che si credono Dio – o che hanno la necessità di immaginarsi come degli dei per legittimare il proprio potere – è piena la storia dai tempi dei faraoni. Dagli imperatori romani fino a Napoleone che si mise in testa la corona al grido di «Dio me l’ha data, guai a chi me la tocca», è questa una storia che tende a ripetersi. Certo, Bonaparte usava la straordinaria arte del pittore Jacques-Louis David per rappresentare il momento in cui si autoincoronava lasciando di stucco papa Pio VII, Trump usa orribili meme ultra kitsch per rappresentarsi come un Cristo taumaturgo, ma la sostanza non cambia. Questo degrado estetico, in fondo, è solo un ulteriore segno dei tempi.
Da questo punto di vista, Trump e i suoi ministri brillano per spirito pacchiano. Dai tweet compulsivi del presidente che si immagina prima Papa poi discepolo di Cristo fino al segretario alla Guerra Peter Hegseth, che si fa tatuare la croce di Gerusalemme sul petto e il motto...
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