Legge sull’omofobia, unioni gay e poi il matrimonio. Le tappe del “percorso italiano”

Una lettera del vicepresidente del Pd al Corriere mette nero su bianco la strategia per portare anche in Italia le nozze omosessuali. Ci pensino Bondi e Galan

Ivan Scalfarotto, vicepresidente del Partito democratico, omosessuale particolarmente attivo nel portare avanti le cosiddette battaglie sui “diritti civili”, ha scritto oggi una lettera al Corriere della Sera.
La lettera è interessante perché accosta tre temi diversi, facendo intuire come siano tre tappe di un unico percorso. Scalfarotto inizia parlando della proposta di legge per le unioni gay, passa poi a illustrare il matrimonio omosessuale in Inghilterra e Francia, finisce con lo sponsorizzare la legge contro l’omofobia. Tre argomenti diversi, accomunati solo dal fatto di riguardare gli omosessuali, che il vicepresidente Pd accosta facendo intuire come siano uno prodromico all’altro, fino all’obiettivo finale: il matrimonio per gli omosessuali.

CI PENSANO I TRIBUNALI. Scalfarotto, infatti, comincia salutando con «grande piacere» la proposta di legge di Galan, Bondi, Prestigiacomo sulle unioni omosessuali. «Un’ottima notizia, anche se con un paio di decenni di ritardo», che apre anche in Italia un dibattito «in cui siamo purtroppo lontanissimi» rispetto al mondo. Per Scalfarotto è invece un tema «a-ideologico», come testimoniato da due personaggi molto lontani politicamente come Cameron e Hollande. E qui il politico Pd fa un’altra osservazione rivelatrice, notando che, poiché la politica è «incapace di dare risposte che il paese chiede» (quale paese?, ndr), ci stanno pensando i tribunali a imporre la legge: «I segnali per via giudiziaria si fanno sempre più importanti».

DARE SUBITO UNA RISPOSTA. Quindi Scalfarotto segnala come «si possa dare subito una risposta», spronando il centrodestra a fare procedere speditamente la legge contro l’omofobia e la transfobia.
Insomma, il percorso è segnato: omofobia, unioni gay, matrimonio. Ci facciano un pensierino Galan e Bondi.