Lega a Pontida, Polledri: «Non scarichiamo né Bossi né Berlusconi»

Il deputato leghista Massimo Polledri ribadisce l’importanza di Umberto Bossi, leader indiscusso dei padani, e la fedeltà a Silvio Berlusconi. Poi dichiara su Pontida: «Ripartire da una comunanza di ideali e storia che fa la nostra unione, dobbiamo ricominciare da lì se vogliamo uscirne più forti»

«Non è in discussione la leadersip di Bossi e non vogliamo smarcarci dal Pdl». E’ quanto sostiene il deputato leghista Massimo Polledri, che racconta a Tempi i mal di pancia del suo partito e le cure previste a Pontida.

Cosa si aspetta da Pontida?
Per uscire dal momento di impasse dovremo recuperare le ragioni storiche che costituiscono la nostra identità: la Lega è nata per rispondere all’esigenza del Nord di recuperare la sua identità peculiare. E’ una comunanza di ideali e storia che fa la nostra unione, dobbiamo ripartire da lì se vogliamo uscirne più forti.

Come la mettiamo con le defezioni di chi, nonostante Umberto Bossi abbia invitato all’astensione, è andato a votare al referendum?
Credo che sia stato un errore di comunicazione: Bossi ha invitato a non votare solo all’ultimo momento. In ogni caso questo episodio non mi pare grave. E non significa che qualcuno abbia intenzione di mettere in discussione il nostro leader: la Lega è dipendente da Bossi.

Anche se avete perso voti nelle passate elezioni amministrative?
La gente non ci ha votato per diverse ragioni. Ne conto due principali: la crisi africana che ha visto arrivare tantissimi clandestini e la celebrazione dell’unità d’Italia. Nel primo caso la gente non ha capito che molti immigrati erano rifugiati politici, che non potevano non essere accolti, mentre quelli che arrivano senza sosta ci hanno colto impreparati. Per quanto riguarda l’unità d’Italia invece credo che ci siamo troppo allineati alla mentalità comune: non abbiamo avuto il coraggio di dire quali furono gli errori del risorgimento italiano, che lottò contro l’identità cattolica, appiattendo anche le peculiarità del Sud e quelle del Nord.

Non da Bossi forse, ma dal Pdl pare che molti vogliano smarcarsi.
Noi non lasciamo la nave quando affonda. Ci sono dei mal di pancia nella base, questo è vero ed è colpa del fenomeno Berlusconi, che prima viene osannato come il salvatore per poi essere accusato come il responsabile di ogni problema italiano, ma non è nulla di grave. Noi continuiamo ad avere una consonanza di idee con il Pdl, legata a una simile visione culturale, economica e sociale.

D’accordo, la base magari la convincerete ma pare che i malumori serpeggino anche tra le alte sfere.
I mugugni sono ammessi, anche in famiglia si discute. Anzi, le obiezioni sono pure auspicabili se costruttive. Ma ripeto: non è nel nostro stile passare il cerino acceso nelle mani di altri. Le colpe non sono solo di Berlusconi o della Moratti, molti errori li abbiamo fatti anche noi.