L’economia va male? Il Regno Unito taglia tasse, spesa pubblica e concede aiuti per comprare casa

Il Pil crescerà meno del previsto, e gli inglesi che fanno? Tagliano le tasse, aiutano le imprese, le famiglie numerose, chi ha pensioni minime. Pure la birra costerà un cent meno

«Il nostro problema come Paese  non è l’imposizione fiscale troppo bassa, ma la spesa eccessiva del governo». «Questo pensa la gente e questo penso io». Le parole usate dal Cancelliere dello Scacchiere britannico George Osborne, in vista del varo della finanziaria britannica del 2013, sintetizzano quello che è il piano del governo inglese per far riprendere l’economia del Regno Unito. Tagli alla spesa pubblica e soprattutto tagli alle tasse sulle imprese.
Il ministro dell’economia inglese spiega le ragioni dell’intervento con il cambiamento in negativo delle previsioni economiche per gli anni a venire. Il prodotto interno lordo del paese, nel 2013 crescerà soltanto dello 0,6 per cento, la metà del previsto, mentre il debito pubblico raggiungerà l’86 per cento del Pil nel 2016 prima di iniziare a scendere.

TAGLI ALLE TASSE. Con questa manovra, la tassa sulle imprese britannica sarà la più bassa fra tutte quelle delle economie più grandi del mondo. Osborne diminuirà la corporate tax nel 2015 fino al 20 per cento, cioè di ben otto punti dal 2009.  Ci saranno sostegni per le famiglie, nuove assunzioni e una decurtazione di 200 sterline l’anno per i contributi che pagano le aziende ai dipendenti. Da aprile 2014, gli inglesi non dovranno pagare l’imposta sul reddito per le prime 10 mila sterline di stipendio. Previsti sostegni alle famiglie di basso reddito e numerose e per chi gode di pensioni minime. Una serie di norme definite “help to buy”, in ricordo di quelle promosse da Margaret Thatcher “right to buy”, comprendono garanzie pubbliche a sostegno di mutui ipotecati per un totale di 130 miliardi di sterline. Il Cancelliere ha deciso di agevolare con esenzioni mirate lo sviluppo dello shale gas, lo sfruttamento dei brevetti e la ricerca. Da ultimo diminuirà di un centesimo a pinta l’aliquota sulla birra (ma salirà quella di altri alcolici).

TAGLI ALLA SPESA PUBBLICA. George Osborne ha confermato di non volersi scostare dalla politica di austerity nel settore pubblico tenuta fino a oggi. I tagli alla spesa pubblica dovranno garantire 11,5 miliardi di sterline. Altri tagli (sanità e istruzione esclusi) porteranno in cassa 3 miliardi di sterline destinati al rilancio delle infrastrutture. Gli stipendi dei dipendenti statali cresceranno meno degli altri. Per quanto riguarda la politica monetaria, il governo britannico cercherà di promuovere un’inflazione stabile e bassa. L’obiettivo della Bank of England rimarrà l’inflazione al 2 per cento. Inoltre la banca centrale inglese dovrà dare comunicazione al mercato sulle misure di politica monetaria che deciderà di assumere.