L’economia francese va male e Hollande dovrà trovare altri 3 miliardi. Parola della Corte dei conti

L’Assemblea nazionale francese ha approvato i matrimoni gay, il 2 aprile toccherà al Senato esaminare la legge. Intanto l’economia francese va a picco.

L’Assemblea nazionale francese dà il via libera alla legalizzazione di matrimonio e adozione gay, inviando la legge Taubira al Senato, che comincerà a valutarla il 2 aprile. Ma Francois Hollande non ha neanche il tempo di rallegrarsi. Infatti lunedì scorso la Corte dei conti ha consegnato al presidente socialista il suo rapporto annuale, che equivale a una botta nello stomaco per il successore di Sarkozy.

PREVISIONI AL RIBASSO. All’interno di un piano concordato con l’Europa, la Francia ha promesso (v. lo schema del Le Figaro a fianco) di raggiungere l’obiettivo del rapporto deficit-pil nel 2013 pari al 3 per cento. Per fare questo, è necessario che il paese cresca nel 2013 almeno dello 0,8 per cento. Stima giudicata dalla Corte dei conti, e non solo, «molto ottimistica». Il ministro dell’Economia Pierre Moscovici ha di conseguenza dovuto ammettere che «le incertezze sono ancora molto numerose» e che «la previsione per il 2013 sarà» eventualmente «rivalutata quando presenteremo il programma di stabilità a metà aprile».

TRE MILIARDI CERCASI. Francois Hollande ha anche affermato che «non serve a niente fissare degli obiettivi se poi non possono essere raggiunti». Si prevede perciò che la crescita sia rivista al ribasso intorno allo 0,5 per cento. Una cifra che sembra piccola ma bisogna tenere conto che se la Francia crescerà dello 0,5 per cento invece che dello 0,8, il governo dovrà trovare altri 3 miliardi, probabilmente con le tasse. Il futuro della Francia, dunque, è sempre più quello del rigore.

NON RISPETTARE I PATTI. Per scongiurare la prospettiva di nuove tasse, dopo la super-imposta al 75% sui redditi superiori al milione che Hollande ha promesso di reintrodurre, la tassa sull’alcol, sulla fortuna, la “tassa Nutella”, solo per citarne alcune, opposizione e maggioranza sembrano però essere d’accordo che i patti con l’Europa si possono anche non rispettare e che bisogna prima di tutto eliminare il deficit strutturale. Vedremo cosa succederà nei prossimi mesi, ma mentre tutti parlano del matrimonio omosessuale, resta il fatto che la Francia sta colando a picco.