«Le donne non salgano a cavalcioni in motorino». Lo impone la sharia in Indonesia

Il provvedimento sarà introdotto dal sindaco di Lhokseumawe, cittadina di Aceh, dove vige la sharia, teatro di moltissimi casi di violazione della libertà religiosa e di violenze contro i cristiani.

Le donne non devono più salire a cavalcioni dietro un uomo sui motorini perché «è troppo sconveniente e contrario ai precetti della sharia». Ha detto così il sindaco di Lhokseumawe, cittadina di Aceh, la provincia più estremista di tutta l’Indonesia. Il paese asiatico di 240 milioni di abitanti è lo Stato con la più grande concentrazione di musulmani del mondo. Nonostante non sia certo famoso per la sua tolleranza religiosa, la Costituzione garantisce la libertà religiosa. La provincia di Aceh, però, è autonoma dal 2001 e applica la sharia come unica fonte di legislazione.

PROVOCANO GLI UOMINI. Non deve stupire, perciò, la proposta del sindaco di Lhokseumawe, Suaidi Yahya,che vieterà alle donne di montare in sella con due eccezioni, come riporta Avvenire: «Se sono loro alla guida – ma in questo caso devono indossare abiti ampi e lunghi nel pieno rispetto dei precetti islamici – oppure se accettano il passaggio di un uomo montando però in sella “all’amazzone”, con entrambe le gambe cioè da un lato». Ha detto il sindaco: «Le donne non devono montare a cavalcioni su un motorino, perché non è dignitoso per loro, perché così facendo provocano l’uomo alla guida. Il divieto proteggerà le donne anche da situazione indesiderate».

CHIESE CHIUSE, CRISTIANI ATTACCATI. Nella provincia di Aceh, la più occidentale dell’arcipelago di Indonesia, il rispetto delle regole è assicurato dalla presenza per le strade della “polizia della morale”, un corpo speciale che punisce le violazioni al costume. In passato, come riporta AsiaNews, sotto la guida del governatore Irwandy Yusuf – capo della guerriglia – vigeva una relativa calma e armonia interreligiosa fra maggioranza musulmana e “stranieri” di diverse confessioni non islamiche. Tuttavia, negli ultimi tempi la situazione è cambiata: sono iniziati gli attacchi contro le minoranze religiose, l’ala fondamentalista ha guadagnato sempre più potere e libertà di azione. Nel 2012, sono state chiuse diverse chiese, le comunità cristiane sono state attaccate dagli estremisti. A ottobre, ad esempio, sono state chiuse nove case di preghiera cristiane e altre sei buddiste.