Lavoro, articolo 18: Fornero, vai avanti – RS

Andrea Riello, candidato alla successione di Emma Marcegaglia in Confindustria, chiede al ministro Fornero di riformare il lavoro e riconosce i meriti di Sacconi

“Dal nordest s’alza un grido: va’ avanti Fornero, il lavoro va riformato seguendo la traccia del governo Berlusconi. Ma le riforme non si fermino a quella dei licenziamenti: serve tagliare la spesa pubblica, compresi gli incentivi alle imprese. (…) «Modernizzare e riformare il mercato del lavoro in Italia non può che essere ben visto dal mondo delle imprese – risponde Andrea Riello, presidente di Riello Sistemi e terzo dei candidati alla successione di Emma Marcegaglia in Confindustria – Mi sembra però che chiamarlo progetto Fornero sia un po’ eccessivo»” (Foglio, p. 1).

“Riello ricorda l’opera e gli sforzi del governo Berlusconi: «Il predecessore di Fornero, l’ex ministro Sacconi, già aveva fatto passi molto importanti nella giusta direzione. Forse Confindustria avrebbe dovuto essergli più vicino». (…) «E comunque lo Statuto dei lavoratori già prevede la possibilità di licenziare per giusta causa. Ma in questo paese la giusta causa sembra non esistere. Lo testimoniano le sentenze a favore dei ricorrenti licenziati contro i datori di lavoro. Se non mi sbaglio il 99 per cento delle cause si conclude a favore del dipendente con il successivo reintegro dello stesso. Questo non è giusto»” (Foglio, p. 1).

“È quindi giusto che sia previsto un sussidio di disoccupazione universalistico per chi resta senza lavoro? Il governo parla di un reddito minimo garantito, ma chi lo dovrebbe pagare? «Per chi resta senza occupazione, e non riesce, pur cercando, a trovarne un’altra, è sicuramente giusto – dice Riello – e non può essere che il sistema di welfare complessivo a sostenerlo. Tutti vi dovrebbero contribuire, imprese e cittadini. Non è facile trovare il giusto equilibrio. Bisogna assicurarsi di non premiare quelli che un lavoro proprio non vogliono trovarlo»” (Foglio, p. 1).