L’asilo “ruba” alunni allo Stato? Il Comune di Buccinasco si tiene i fondi

Il comune spende per la scuola pubblica 680mila euro mentre toglie progressivamente i fondi alla paritaria Don Stefano Bianchi. La curia di Milano, intanto, si dice interessata alla vicenda.

Prosegue la vicenda della scuola dell’infanzia Don Stefano Bianchi di Buccinasco, che vantava una convenzione comunale che per trent’anni ha garantito alle famiglie libertà di scelta e parità scolastica, consentendo loro di pagare una retta uguale a quella degli asili comunali. L’asilo Don Stefano Bianchi, il primo costruito in questo centro dell’hinterland milanese, assorbe circa un terzo degli alunni del comune. Ad oggi l’amministrazione comunale sta impegnando 680 mila euro per interventi sulle scuole dell’infanzia pubbliche: 220 mila euro dedicati alla sistemazione del giardino della scuola di Via Mascherpa, 150 mila euro per un nuovo blocco spogliatoi per la palestra del complesso scolastico di Robbiolo e 310 mila euro per l’ampliamento della scuola materna in Via dei Mille, nonostante si lamenti un evidente calo demografico. Intanto, la curia di Milano, nella persona di don Michele di Tolve, responsabile del Servizio per l’Istruzione della Religione cattolica e del Servizio per la Pastorale Scolastica, ha incontrato un comitato di genitori della scuola materna Bianchi.



LA STORIA. Nello scorso febbraio il commissario straordinario Francesca Iacontini, per ragioni di bilancio, aveva più che dimezzato l’importo, provocando un aumento spropositato delle rette per l’anno 2012/2013 e senza organizzare alcun servizio alternativo. Prima delle elezioni comunali di maggio si era arrivati a una soluzione di breve termine: l’entità della convenzione calava temporaneamente a 470 mila euro, lasciando ampi margini di manovra per una ridefinizione della stessa con la nuova giunta. Perciò, uno dei primi compiti del neosindaco Giambattista Maiorano (Pd) è stato proprio ridefinire l’esborso comunale all’istituto parificato.

LA POSTILLA. Nel documento preparatorio firmato dal primo cittadino si legge: «L’entità del contributo ammonterà complessivamente a 470.960 euro, pari ad un valore pro-capite di 1.682 euro». C’è però una postilla: «Per quanto riguarda l’eccedenza dell’offerta di posti alunno nelle scuole statali, volendo rispettare la libertà di scelta di iscrizione delle famiglie, si prevede una riduzione del 50 per cento del contributo variabile previsto nella nuova convenzione per la differenza tra numero potenziale e iscritti reali alle statali». Tradotto dal burocratese: la scuola statale ha una capienza di 572 posti, a fronte dei 300 dell’istituto parificato. Per ogni posto vacante nella scuola statale, l’amministrazione comunale dimezza alla paritaria una quota da 1.682 euro, ovvero il contributo previsto per un alunno. Così per l’anno corrente più di 80 mila euro rimarranno nelle casse comunali: circa il 16 per cento dell’entità della convenzione.

IL RISPARMIO. La riduzione è giustificata dal risparmio, poiché il prospetto degli esborsi del lavoro preparatorio registra una differenza, tra costo per alunno della scuola paritaria e quello della statale, di circa mille euro. Ma dal computo di Maiorano manca una nota di spesa interessante: lo stipendio del personale, pagato non direttamente dal Comune, ma dai cittadini contribuenti sotto forma di imposta. Aggiungendo questa spesa, il rapporto si inverte: la scuola Don Stefano Bianchi garantisce al comune un risparmio annuale di quasi un milione di euro.