L’Area C di Pisapia non elimina lo smog, in compenso spazza via le scuole paritarie

La Zolla e Nuova Educazione sono due scuole paritarie elementari dentro l’Area C milanese. Dal 16 gennaio i genitori pagano 5 euro al giorno per portare i figli nei rispettivi istituti. «I bambini sono piccoli per prendere i mezzi. Nuova Educazione si autofinanzia», dice l’avvocato di Nuova Educazione. «Il calo di iscrizioni si fa sentire», spiegano a La Zolla.

Tra la Besana e gli edifici dell’Umanitaria, a duecento metri dall’ingresso nella cerchia dei bastioni, sorge Nuova Educazione, una piccola realtà educativa del milanese. La scuola paritaria materna ed elementare raccoglie un bacino ridotto di bambini, dei quali molti con problemi comportamentali. Dal 16 gennaio, molte famiglie di questa scuola hanno dovuto affrontare una difficoltà non da poco: con l’introduzione di Area C per accompagnare i figli a scuola devono pagare cinque euro.

«Scuola paritaria non significa per forza elitaria» attacca Andrea Bolli, avvocato dello studio incaricato dalla Nuova Educazione di fare ricorso al Tar.  «Sono state le famiglie a richiederlo. La scuola non gode di sovvenzioni statali, e la spesa complessiva per l’entrata in Area C è di circa 100 euro al mese per famiglia». Una cifra esagerata per un istituto che dista pochi passi dal confine elettronico del ticket. «Avevamo richiesto all’Atm il preventivo per uno scuolabus. Risultato: cinque euro al giorno per bambino». Esattamente quanto il ticket.

«Dal punto di vista legale, vorremmo ottenere degli sgravi a tutela dei servizi di pubblica utilità – prosegue a tempi.it Andrea Bolli –. La tariffa del ticket è indiscriminata, uguale per tutti. Questo non è equo ma altamente limitante. D’altra parte, non si può chiedere a bambini della scuola materna o elementare di muoversi con i mezzi pubblici. E il prezzo di Atm non è competitivo».

Ma non sono le sole famiglie ad essere preoccupate per la propria economia. «Nuova Educazione è una scuola paritaria e, come tale, si autofinanzia con delle sovvenzioni e vive delle proprie iscrizioni. L’Area C pone delle serie problematiche in relazione alla sopravvivenza della scuola stessa, perché chi vive in periferia e non dispone di un reddito alto manderà i figli in altre scuole». Insomma, non si garantisce il diritto allo studio. «Vorremmo far conoscere il punto di vista della scuola e aprire una discussione consultiva – conclude Bolli – perché non è mai stato fatto nessun incontro e nessun colloquio. Quella dell’Area C è stata una scelta di pochi».

Nuova Educazione non è l’unico istituto ad aver sofferto il disagio causato dall’Area C. La sede di San Vittore della scuola paritaria La Zolla ha dovuto implementare il già presente servizio di scuolabus con due navette per portare i bambini fuori dalla zona soggetta a pagamento del ticket. «Una penalizzazione non solo economica, ma anche di organizzazione – ci racconta l’ingegnere Giovanni Ongari, amministratore della scuola –. Dobbiamo far uscire i bambini dalla scuola a scaglioni. Il 40 per cento circa dei genitori ha richiesto questo servizio. Per non contare, poi, il calo delle iscrizioni, che già si fa sentire».