“La scuola non può aspettare”. Appello per immettere in ruolo i vincitori dei concorsi

Pubblichiamo il testo di un appello a sostegno della scuola lombarda, del merito e della civiltà del nostro paese

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Pubblichiamo il testo dell’appello per la scuola che può essere firmato qui.

APPELLO pubblico a sostegno della scuola lombarda, del merito e della civiltà del nostro paese

In Lombardia le istituzioni scolastiche sono 1.227; in questi giorni 575 di esse iniziano l’anno scolastico senza un dirigente titolare.

Il concorso bandito dal Ministro dell’Istruzione per il reclutamento dei dirigenti scolastici ha concluso il suo iter: una prova preselettiva, due scritti e un orale hanno selezionato 406 idonei. Il TAR di Milano lo ha bloccato per presunti vizi procedurali attribuibili all’amministrazione stessa, non certo ai partecipanti.

Il Consiglio di Stato ha rimandato la decisione sul merito a novembre; non sono stati perciò possibili l’immissione in ruolo dei neodirigenti e un regolare avvio dell’anno scolastico.

Le conseguenze:

  1. La scuola lombarda. La scuola non può aspettare i tempi inevitabilmente lunghi di una nuova tornata concorsuale, che risulterebbe abnorme nei numeri perché solo la Lombardia in Italia offre ormai posti dirigenziali, appetibili a candidati di tutte le regioni. Non sono inoltre una risposta adeguata né gli incarichi di reggenza a presidi “part-time”, né il trasferimento di dirigenti da altre regioni.
  2. Il merito. Il capitale umano di 406 persone formate e valutate idonee è un potenziale straordinario di energie nuove che ha guadagnato sul campo, con merito, il titolo. L’annullamento del presente concorso rappresenterebbe una plateale sconfitta di tutto il sistema e della legalità stessa che, cercando giustizia, colpisce paradossalmente chi ha agito con correttezza ed onestà.
  3. La civiltà del nostro Paese. Uno Stato che rincorra esclusivamente la correttezza formale e procedurale a scapito dell’efficienza e dell’efficacia del servizio reso ai cittadini, rischia di non garantire un sistema scolastico di qualità e di non esprimere un grado di civiltà accettabile per un paese moderno.

Chiediamo pertanto:

  1. Che l’amministrazione scolastica si adopri per sostenere avanti al Consiglio di Stato la necessità giuridica e l’opportunità pratica di riformare la decisione del TAR: il concorso appena concluso deve essere restituito alla sua piena legittimità.
  2. Che le forze politiche e sindacali, il mondo della cultura, le istituzioni locali, la società civile sostengano con decisione questa proposta, perché l’interesse collettivo a che il servizio scolastico sia in breve tempo rimesso in piena funzione è legato inevitabilmente all’esito positivo di questo concorso.
  3. Che i vincitori del concorso vengano immessi in ruolo il prima possibile, così che studenti, famiglie e insegnanti di ogni scuola possano avere il dirigente scolastico di cui hanno pieno diritto.

12 Settembre 2012

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