La lotta dei finanziamenti tra Obama e Romney

Il presidente degli Usa Barack Obama ha già raccolto 86 milioni di dollari per la campagna elettorale ma non si sente al sicuro. Continua la marcia di avvicinamento del candidato repubblicano Romney, che forse sarà il suo sfidante, che ha già raccolto 56 milioni

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Mitt Romney sembra preoccupare Barack Obama, che è volato a Chicago per raccogliere altri finanziamenti per sua la campagna elettorale. Il presidente, secondo il Center for Public Integrity, alla fine di agosto aveva già raccolto 86 milioni di dollari. Ancora distante dal deomcratico, il suo più probabile sfidante Mitt Romney, il mormone milionario, per ora ha raccolto 56 milioni, di cui 25 incassati solo negli ultimi quattro giorni di campagna. Romney oltre ad essere un finanziere a capo di una società di private equity importantissima, la Bain Capital, è anche il candidato del Gop con più Pac (i grandi organizzatori privati che sostengono e raccolgono i finanziamenti per i candidati).

Ma se i fondi per la corsa alle presidenziali sono fondamentali non sembrano sempre determinanti per la vittoria. A dimostrarlo è il sito Opensecrets.com che ha pubblicato i contributi diretti ai candidati, provenienti dalle grandi banche e dalle multinazionali, in America pubblici per legge. Secondo i dati che prendono in considerazione le ultime sei tornate elettorali di midterm, dal 2000 al 2010, i casi in cui gli sfidanti che hanno speso di più hanno poi vinto si aggira intorno al 93 per cento al Senato e all’85 alla Camera. Secondo le stime, però, molto dipende anche dall’indice di gradimento dei cittadini. Soprattutto quando gli sfidanti hanno percentuali di popolarità simili: in questa eventualità, infatti, chi negli ultimi anni ha speso di più ha vinto nel 64 per cento dei casi al Senato e nel 59 alla Camera.

Significa che quando il voto è in bilico, il candidato con meno fondi impiegati ha ben il 40 per cento delle probabilità di vittoria. Caso emblematico, quello che ha visto affrontarsi Bush e Kerry: il primo vinse per un pugno di voti nonostante avesse speso meno dello sfidante

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