La lotta all’obesità inglese passa dalla tassa sulle bibite alla guerra al muesli

L’accademia del Medical royal college propone di tassare le bevande zuccherine del 20 per cento. E di non costruire fast food nei pressi di scuole, college, centri ricreativi e giardinetti

L’Accademia della Medical royal college propone un metodo per combattere la sempre più preoccupante obesità inglese e riempire le casse dello Stato: tassare le bibite gassate. E quanto quotidianamente incassato dovrebbe servire a coprire la spesa pubblica per curare tutte le patologie legate al sovrappeso.

UN MILIARDO IN BIBITE. Secondo l’accademia, semplicemente alzando il prezzo delle bevande zuccherine del 20 per cento, si incasserebbe un miliardo di euro l’anno. La proposta è stata arricchita anche con l’utopistico dettame di non far costruire fast food nei pressi di scuole, college, centri ricreativi, giardinetti e altri luoghi in cui i bambini si ritrovano a giocare. Inoltre, gli ospedali dovrebbero mettere al bando le macchinette che distribuiscono merendine, per non dare cattivo esempio.
Secondo certe statistiche, un adulto su quattro in Gran Bretagna è in sovrappeso. Si prevede che, entro il 2050, la percentuali di obesi inglesi salirà fino al 60 per cento.

GUERRA AL MUESLI. Tra i principali indiziati di questi squilibri, ci sono le calorie nascoste negli alimenti preferiti dei britannici, come per esempio il muesli. Miscela di avena e altri cereali, il muesli nelle ultime versioni presenti sugli scaffali è stato arricchito anche di frutta secca o cioccolato. In questo modo chi vi ricorre, ritenendolo erroneamente un cibo dietetico, immagazzina una percentuale di calorie superflue molto alte. Al punto che l’adulto in media assume 250 calorie più alla settimana, rispetto a quello che aveva calcolato.