La “doppia sfida” per i cattolici

Confronto al seminario del Mcl a Senigallia tra Massimiliano Salini e Severino Nappi sulla presenza pubblica dei cattolici

Molta politica nell’ultima giornata del tradizionale seminario di studi settembrino del Movimento Cristiano Lavoratori a Senigallia, conclusosi ieri, quest’anno dedicato alla riflessione su “I corpi intermedi e la sfida al populismo e alla tecnocrazia”. La sessione mattutina, d’altronde, aveva titolo e ospiti che lo rendevano più che prevedibile. E le previsioni non sono state smentite, anzi. 

A Severino Nappi (Ordinario di Diritto del lavoro all’Università di Napoli, ma anche consigliere regionale in Campania) e all’europarlamentare popolare Massimiliano Salini, introdotti e provocati dal presidente Carlo Costalli, mettendo a tema “la presenza pubblica dei cattolici”, la richiesta di aiutare a comprendere come questa possa essere, a vantaggio di tutti, rilevante per vincere la “doppia sfida”.

Come sempre per nulla intenzionato a cedere alla rassegnazione e con la sua nota schiettezza, il presidente del Mcl ha tratteggiato subito l’azione e il suo campo: “I cattolici non possono sottrarsi al compito di dare un contributo originale alla politica, nel mettersi in gioco non guardare al popolarismo europeo come loro casa naturale. Sono molte le energie diffuse nella società, basta osservare il dinamismo dei territori e alla diffusione delle esperienze civiche. Spesso l’astensionismo non è il cinico concretizzarsi di una fuga dalla responsabilità, bensì il drammatico riconoscimento dell’insufficenza dell’offerta politica. Una proposta nuova o rinnovata può risuscitare partecipazione”. 

Una proposta cui la nascita del nuovo governo, di cui Costalli non fa mistero di temere “il rischio si caratterizzi per una deriva radicale e laicista”, concende “se non altro, un po’ di tempo per lavorare a farla emergere”. Un lavoro a cui Mcl, pur non andando oltre alla sua natura di soggetto ecclesiale, vuole sottrarsi, intanto con lo sviluppo di un’interlocuzione forte con quella parte del mondo politico, personalità e soggetti, che non hanno rinunciato all’opzione popolare.

Ma qual è può essere la strada?

A Nappi, che ha in particolare sottolineato l’assenza di una visione adeguata da parte degli attori della politica negli ultimi decenni, soprattutto sulle sfide economiche, dal Mezzogiorno all’assenza di una politica industriale, è giunto l’invito a un impegno diretto, con una forte impronta civica, alle prossime elezioni regionali in Campagna. “Sono onorato della indicazione, a disposizione della Campania e della rete civica che può crearsi. Costruire una rete insieme – ha poi detto Nappi – è il primo passo da compiere, poi verificare chi la rappresenta può essere anche il frutto di una condivisione più ampia. Intanto diventa essenziale sconfiggere l’immobilismo e l’assistenzialismo in un territorio dove l’arretramento economico è inquietante e che conosce i tassi di occupazione più bassi d’Europa”.

Per Massimiliano Salini, che ha ricordato il comune percorso con Mcl sull’appello “Sì all’Europa, per farla” in occasione delle consultazioni continentali, “la strada più ragionevole per dare una casa adeguata alla nostra visione ideale, è quella di riempire di contenuti alla sua altezza quella che è il riferimento italiano del Ppe. Con un’agenda politica che ponga al centro la persona e la sua libertà, con capacità di visione, bisogna partire con realismo da ciò che c’è, certo per implementarlo, aprendosi al contributo di corpi intermedi e comunità”.

A monte di questa nuova stagione d’impegno e proposta, alle forze sociali è certamente necessario sentire l’urgenza di “Educare al bene comune”, che Mcl dimostra di avere a questo dedicando la sessione finale del seminario. Moderata dal vicepresidente Giovanni Gut, ha visto la partecipazione di: Paolo Cesana (Direttore della Fondazione Luigi Clerici), Emanuele Massagli (presidente Adapt) e dell’altra vicepresidente Carlina Valle.