La coalizione saudita finanzia Al-Qaeda per combattere gli sciiti in Yemen

È il risultato di un’inchiesta dell’Associated Press, secondo cui i paesi arabi sunniti avrebbero versato nelle casse dei jihadisti milioni di dollari. «La lotta all’Iran ora è più importante di quella ad Al-Qaeda»

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Milioni di dollari sono stati versati nelle casse di Al-Qaeda dalla coalizione saudita, che nel marzo 2015 ha invaso lo Yemen nel tentativo di sconfiggere i ribelli sciiti Houthi. La notizia è stata rivelata dall’Associated Press che ha condotto un’inchiesta intervistando decine di funzionari yemeniti, capi tribali, comandanti di diverse milizie, mediatori e anche quattro membri della fazione più pericolosa al mondo dei jihadisti, quella appunto che combatte in Yemen (Aqap).

PROBLEMI PER TRUMP. Il denaro è servito a convincere i terroristi islamici ad abbandonare alcune città chiave dello Yemen alla coalizione sunnita senza combattere e a integrare centinaia di jihadisti nelle milizie alleate dei sunniti. La notizia potrebbe creare non pochi problemi all’amministrazione americana di Donald Trump, che appoggia la guerra vendendo armi all’Arabia Saudita e ai suoi alleati arabi.

GUERRA IN YEMEN. L’intervento militare saudita in Yemen del marzo 2015, seguito al colpo di Stato dei ribelli sciiti Houthi, alleati dell’Iran e per questo bersagliati dalla coalizione sunnita, non ha solo ridotto in macerie il paese ma ha anche messo in ginocchio la popolazione. Da allora sono già morte più di 10 mila persone, i tre quarti civili, sotto i bombardamenti sauditi. Attualmente 8,4 milioni di abitanti hanno bisogno di aiuti alimentari e almeno 2.300 persone sono morte a causa della peggiore epidemia di colera mai scoppiata negli ultimi anni.

RECLUTE DI AL-QAEDA. Nel 2016 Al-Qaeda ha abbandonato la strategica città portuale di Mukalla e sette aree nella provincia di Abyan, dopo averle conquistate in seguito all’anarchia scaturita dagli attacchi sauditi. L’Ap ha rivelato che i jihadisti se ne sono andati dietro un ricco compenso, pagato attraverso alcuni funzionari degli Emirati Arabi Uniti: l’accordo prevedeva che 10 mila membri di una tribù locale, tra i quali 250 terroristi di Al-Qaeda, fossero reclutati nella forza emiratina che combatte nella regione (la Security Belt).

MILIONI DI DOLLARI. Per assicurare che i jihadisti lasciassero la città di Al-Said a febbraio, continua l’inchiesta, 200 membri di Al-Qaeda hanno ricevuto circa 26 mila dollari a testa; inoltre, migliaia di combattenti tribali, tra cui molti terroristi islamici, sono stati reclutati nella milizia Shabwa Elite, finanziata dagli Emirati Arabi Uniti. Molteplici accordi dello stesso tipo potrebbero essere stati firmati.
Secondo Michael Horton, studioso della Jamestown Foundation, gli Stati Uniti «sono consapevoli» di quello che sta succedendo in Yemen, ma per il momento chiudono un occhio perché «vedono il contrasto all’espansionismo dell’Iran come prioritario rispetto alla stabilizzazione dello Yemen e alla lotta contro Aqap». Resta il fatto, come dichiarato da un funzionario yemenita della provincia di Taiz, che una volta reclutati i jihadisti, sarà difficile mandarli via. «Ci libereremo degli Houthi solo per essere colpiti dai terroristi».

Foto Ansa

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