«L’eutanasia» alla giraffa Marius è «una scioccante mancanza di compassione». Uccidere i bambini in Belgio, invece, va bene

Tutto il mondo si indigna per la decisione dello zoo di Copenaghen di uccidere la giraffa Marius, nessuno si preoccupa del Belgio che sta per legalizzare l’eutanasia per i bambini

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Povera giraffa Marius. Come ha potuto lo zoo di Copenaghen «fare l’eutanasia a questa magnifica creatura mostrando una scioccante mancanza di comprensione e di compassione»? Con questo grido di sgomento il blog ambientalista del Guardian si chiede se era proprio necessario uccidere e dare in pasto ai leoni una giraffa.

NO ALL’EUTANASIA PER LA GIRAFFA. Gli animalisti di tutto il mondo si sono indignati per la sorte riservata all’animale e il Guardian ha domandato a gran voce se non ci fosse «un’opzione migliore dell’eutanasia». Inoltre, essendo di 18 mesi, si può dire che la giraffa era ancora bambina e non essere riusciti a «proteggerla» è un errore «che non è possibile scusare» in alcun modo. I più grandi quotidiani internazionali hanno condiviso queste argomentazioni.

SÌ PER I BAMBINI. Eppure nessuno ha condiviso o ripreso o anche solo citato la lettera aperta firmata da 161 medici e pediatri belgi che si chiedono come può il Parlamento approvare «l’eutanasia per i bambini». I medici, come gli animalisti per la giraffa Marius, hanno ricordato che ci sono «altri mezzi per alleviare il dolore. Nessun bambino ha bisogno di soffrire oggi perché siamo perfettamente capaci di controllare il dolore con le cure palliative sia in ospedale che a casa».

DILEMMA ETICO. La giraffa Marius non ha mai chiesto l’eutanasia, si può ancora obiettare, ma come affermano i 161 firmatari dell’appello «non esiste un modo oggettivo per determinare se un bambino sia capace di discernere» le conseguenze dell’eutanasia, e quindi di richiederla in piena coscienza. Tutti si sono interrogati sulla necessità e sulla moralità di uccidere una giraffa «inerme», nessuno invece mette in discussione «il più angosciante dilemma etico» a cui ci si trova davanti quando si parla di uccidere un bambino.

COMPASSIONE. Per la morte attraverso l’eutanasia della «gloriosa creatura», e parliamo della giraffa, si è parlato di «scioccante mancanza di comprensione e di compassione», mentre l’uccisione di un bambino o di un adulto attraverso l’eutanasia viene definita «compassionevole».
La giraffa, protestano i giornali, era «sana» e non malata. Anche i coniugi olandesi David Postma e Willemke Postma-Kloosterman, di cui vi abbiamo già parlato, erano sani, eppure quando si sono uccisi con un farmaco letale comprato su internet davanti ai quattro figli nessuno ha parlato di mancanza di compassione, ma di «addio magnifico», e i giornali hanno insistito perché nessuno venga perseguito. Se fossero state giraffe come Marius, forse anche per loro gli animalisti avrebbero parlato di «barbarie inaudita».

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •