Istituito a Firenze il “cimitero dei non nati”. E la sinistra bombarda Renzi: «Attacco alla 194»

Un’area dedicata nel cimitero di Trespiano esiste già dal 1996, il Consiglio comunale ne ha solo ufficializzato l’esistenza. Ma per la sinistra vendoliana è «un atto per colpevolizzare le donne che abortiscono»

Lunedì scorso, 28 ottobre, il Consiglio comunale di Firenze ha approvato il nuovo regolamento di polizia mortuaria, nel quale viene istituito ufficialmente uno spazio nel cimitero di Trespiano per la sepoltura dei figli morti prima del parto. In realtà, come riporta Avvenire, questo spazio esiste già dal 1996 e secondo il vicesindaco della città, Stefania Saccardi, del Pd, sono «più di mille i bambini non nati di cui è stata chiesta la sepoltura» in questi anni.

ATTACCHI DA SINISTRA. Tuttavia il riconoscimento formale del “cimitero dei non nati”, «passato con 30 voti a favore (compresi quelli del Pd), 4 contrari e 7 astensioni», informa sempre Avvenire, «ha provocato in Consiglio comunale attacchi, anche duri, soprattutto da partiti e liste civiche di sinistra che siedono all’opposizione della giunta Renzi». Secondo Ornella De Zordo, consigliera di una lista civica di area rifondarola, «questo regolamento contrasta nettamente con la legge 194, qualificandosi come un vero e proprio attacco all’autodeterminazione delle donne». Tommaso Grassi di Sel lo ha definito «un atto simbolico che va a colpevolizzare le donne che decidono di interrompere la gravidanza». A livello nazionale si sono espresse Cecilia Taranto e Concetta Basile, segretarie nazionali Fp Cgil, indignate per questa «crociata del Comune amministrato da Matteo Renzi». Mentre Pippo Civati ha colto l’occasione per criticare il suo avversario alle primarie per la segreteria del Pd, autore a suo dire di una scelta «profondamente sbagliata» e maschilista.

TUTTO SECONDO LA LEGGE. Ma a parte il fatto che, appunto, «l’area in questione esiste da molti anni, senza che nessuno ne contestasse l’esistenza», fa notare ad Avvenire la vicesindaco Saccardi, a favore dell’iniziativa renziana depone anche «una legge nazionale del 1990 che obbliga i Comuni a dare risposta alle richieste di sepoltura per i feti». Semplicemente, aggiunge l’esponente del Pd, «a Firenze si è pensato di dedicare a questo servizio uno spazio apposito, in cui poter erigere anche lapidi, perché chi ha la convinzione che quel feto è una persona possa avere la libertà di seppellirla come tale». Era ovvio che una decisione del genere avrebbe suscitato agitazione a sinistra. Lo stesso regolamento, infatti, era stato bloccato l’anno scorso. E questa volta per ottenere il voto favorevole della maggioranza democrat, spiega il quotidiano della Cei, «è stato necessario ritoccare il testo, togliendo i richiami espliciti alla sepoltura dei feti e rimandando in maniera più generica alla legge nazionale». Un compromesso che ha lasciato perplessa la Saccardi, «perché si accetta che una cosa venga fatta, purché non la si metta per iscritto».