Istat: Italia chiude il 2013 con un piccolo segno positivo nel Pil

L’Istituto di statistica certifica una crescita del Pil minima, dopo nove trimestri sempre in negativo: +0,1 per cento. Ma in Francia e Germania è stato appena del +0,4.

Enrico Letta lo aveva preannunciato questo curioso destino per cui se avesse lasciato (come oggi in effetti avviene) lo avrebbe fatto nel giorno in cui l’economia italiana avrebbe visto il primo segno più. Così è: l’Istat comunica che nel quarto trimestre 2013 il Prodotto interno lordo è cresciuto, sebbene la crescita sia ridotta al lumicino, +0,1 per cento. Un segno secondo l’Istat che siamo usciti dalla crisi: ormai da diversi trimestri il Pil era negativo, e l’ultima volta che aveva il segno più è stato nel secondo trimestre 2011. Era stato il ministro Fabrizio Saccomanni a novembre a contraddire le anticipazioni errate fatte all’epoca dall’Istat e ad anticipare una chiusura del 2013 con il segno più.

PIL D’EUROPA. Per l’Istat su base annuale dunque il nostro Pil registra una media del – 0,8 per cento rispetto all’anno prima, e l’intera economia si è contratta dell’1,9 per cento (nel 2012 la contrazione era stata del 2,5 per cento). Interessante il confronto con il Pil altri paesi della zona Ue, dove comunque la crescita non si discosta molto da quella italiana. Per l’istituto di statistica francese Oltralpe l’aumento nell’ultimo trimestre è stato dello 0,4 per cento (le stime però si aspettavano un + 0,8 per cento, il doppio). L’istituto di statistica tedesco è aumentato nel quarto trimestre 2013 del +0,4 per cento, e nell’intero anno la crescita media è stata dello stessa percentuale. Merito in particolare dell’Export.