Storia di Sarya e Madi, le due vecchiette cristiane che nemmeno l’Isis è riuscito a cacciare

Iraq. Quando tutti i 4.000 abitanti sono scappati da Teleskof, le due donne prossime ai 70 anni sono rimaste. «Nessuno nella storia ha mai osato fare quello che lo Stato islamico ci ha fatto»

victoria-iraq-cristiani-kurdistan-stato-islamicoQuando lo Stato islamico, in estate, ha conquistato la città di Mosul, in Iraq, per espandersi verso i villaggi della piana di Ninive, non tutti i 4.000 cristiani di Teleskof sono scappati. Due donne anziane sono rimaste nella cittadina subito a est di Mosul, hanno affrontato i jihadisti e oggi vivono ancora lì, da sole.

«IO NON SONO SCAPPATA». «Quando sono arrivati, tutta la gente è scappata dalla città. Ma io non avevo più famiglia o parenti e non potevo correre. Così sono rimasta», spiega al sito curdo Rudaw Sarya Matto, una delle due donne che ora vive in una stanza senza luce o acqua corrente. «Avevo un’amica che era rimasta qui, come me, e quando l’ho trovata ci siamo chiuse insieme nella stanza di una casa».

LA CROCE STRAPPATA. Così Sarya e la sua amica Madi Salim, entrambe prossime ai 70 anni, sono rimaste nella casa per dieci giorni. «Nonostante la nostra abitazione fosse lontana dal centro della città, dieci giorni dopo abbiamo sentito delle voci. Hanno bussato alla nostra porta, parlavano arabo. Noi non abbiamo aperto ma loro l’hanno buttata giù». Tre uomini barbuti entrarono nella stanza e chiesero subito dei soldi alle donne, che non ne avevano. «Allora hanno cercato in tutta la casa, poi uno di loro ha visto la collanina con la croce d’oro che portavo al collo e me l’ha strappata».

ARRIVANO I CURDI. Le due donne tremavano dalla paura, soprattutto quando i miliziani hanno cominciato a parlare di cosa fare di loro: «Uno ha detto: “Uccidiamole”», ricorda Sarya. «Ma un altro gli ha risposto che avrebbero solo sprecato proiettili. Così ci hanno picchiate con il calcio dei fucili e se ne sono andati». Le due anziane sono rimaste chiuse nella casa per altri 15 giorni, fino a quando non hanno sentito altre voci. Questa volta, però, avevano l’accento curdo. Erano i Peshmerga, che entravano alla fine di agosto nella prima città strappata all’Isis nella piana di Ninive. «Abbiamo subito aperto la porta, piangendo e urlando alla loro vista. Loro ci hanno aiutate, portandoci cibo e acqua».

OGGI. Oggi, sette mesi dopo, Sarya e Madi vivono ancora nella stanza buia di quella casa, senza luce o acqua corrente. Nonostante i Peshmerga abbiano riconquistato Teleskof, infatti, nessuno dei cristiani ha avuto il coraggio di tornare, temendo un nuovo attacco da parte dei jihadisti. «Nessuno nella storia ha mai osato fare quello che lo Stato islamico ci ha fatto», cacciandoci dalla nostra terra, scuote triste la testa una delle due donne. Ma neanche i terroristi islamici sono stati in grado di smuovere Sarya e Madi.