Iraq. Jihadisti torturano cristiano per farlo convertire. Lui non abiura e muore. «È un martire»

Era rimasti nel suo villaggio per problemi di cuore. Scoperto, Salem ha rifiutato di convertirsi all’islam. In seguito alle torture, l’uomo è morto ieri. I terroristi hanno lasciato il suo corpo in strada. Solo oggi è stato recuperato e sepolto.

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Il sito Asianews riferisce che secondo alcune fonti del Patriarcato caldeo ieri a Bartalah, paese nella piana di Ninive, alcuni terroristi islamici hanno torturato e ucciso un uomo cristiano. Il “martire”, così lo definiscono al patriarcato, si chiamava Salem Matti Kourki, aveva 43 anni e aveva deciso di non abbandonare la sua cittadina anche dopo l’arrivo dei jihadisti. Questi gli hanno imposto la conversione, che Salem ha rifiutato. In seguito alle torture, l’uomo è morto ieri. I terroristi hanno lasciato il suo corpo in strada. Solo oggi è stato recuperato e sepolto.
Un familiare ha riferito che Salem non era fuggito a causa di problemi cardiaci, che gli impedivano gli spostamenti. Era rimasto nascosto per tre settimane, cibandosi di quel che era riuscito a raccogliere e mettere in casa. Il primo settembre, poiché aveva terminato le scorte, aveva tentato una sortita allo scoperto, venendo braccato. Asianews riferisce che «per onorare al meglio la memoria del “martire” Salem, il prossimo 5 settembre nella chiesa siro-ortodossa di Oum El Nour ad Ankawa, sobborgo cristiano di Erbil, nel Kurdistan irakeno, si terrà una cerimonia funebre».

WARDUNI: «NESSUNO GRIDA PER NOI». L’Osservatore romano racconta che il vescovo di curia di Babilonia dei Caldei, Shlemon Warduni, intervenuto ad un convegni tenutosi nella chiesa di Sant’Antonio di Padova a Castellammare di Stabia (Napoli), ha esortato le nazioni occidentali «a non abbandonare l’Iraq» e ha pregato il Padre nostro in aramaico per le popolazioni martiri dell’Is in Iraq. Il presule — riporta l’Ansa — ha chiesto all’Onu, all’Europa, agli Stati Uniti di «svegliarsi», di «non agire solo per interessi», di «non abbandonare le popolazioni». Papa Francesco, ha proseguito Warduni, «ha mandato il suo rappresentante, il cardinale Filoni, che ho accompagnato in questi territori dove abbiamo pianto insieme. Abbiate misericordia, non abbiamo nessuno che grida per noi, è per questo che sono qui. Non chiediamo bombe — ha precisato il presule — solo che le nazioni non forniscano armi a questi criminali crudeli. Vorremmo essere protetti e che i Paesi che sostengono questo Is vengano messi fuori dalla comunità internazionale».
Il vescovo ha raccontato che i terroristi dell’Is sono venuti «come agnelli mansueti, parlando bene dei cristiani e poi si sono trasformati in lupi rapaci, imponendo loro di lasciare tutto al governo e di andare via. Presto sarà inverno e questi martiri sono senza casa, dormono all’aperto, in povertà assoluta. Tutto questo dovrebbe smuovere le coscienze umane, non solo cristiane».

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