Come si costruisce una democrazia? La lezione del patriarca iracheno Sako

Il Parlamento iracheno è stato costretto dalle iniziative del cardinale e delle minoranze a cambiare una legge liberticida sull’islamizzazione forzata dei bambini

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Bisognerebbe erigere un monumento a Mar Louis Raphael I Sako. Il patriarca caldeo è riuscito a far modificare al Parlamento di Baghdad una legge che avrebbe portato all’islamizzazione forzata dei figli dell’Iraq.
«Esprimo grande soddisfazione per la decisione del Parlamento iracheno, che ha deciso di modificare il controverso articolo 26», ha dichiarato ad AsiaNews. «Questa decisione mostra il sostegno ed è un messaggio importante per la minoranza cristiana in Iraq. Ed è anch’esso un modo per dare prova di democrazia».

ISLAMIZZAZIONE FORZATA. Il 27 ottobre scorso il Parlamento ha approvato una legge sulla Carta di identità nazionale che, all’articolo 26, prevedeva che «i minori devono seguire la religione del genitore convertito all’islam». Ciò significa che se uno dei genitori si converte all’islam, oppure se la madre si sposa in seconde nozze con un musulmano, i figli minorenni – cristiani o appartenenti ad altra minoranza religiosa – diverranno automaticamente musulmani.

L’EMENDAMENTO. Molti membri di minoranze religiose hanno chiesto di emendare l’articolo e di permettere ai figli di scegliere la propria religione una volta compiuto il 18esimo anno di età. L’emendamento è stato respinto ma il cardinale non si è arreso a «una delle norme più discriminatorie» mai approvate nel paese, «perché totalmente irrispettosa della civilizzazione dell’Iraq».

MANIFESTAZIONI. Così, dopo aver scritto un durissimo comunicato denunciando il fatto, ha deciso di manifestare con centinaia di appartenenti alle minoranze religiose sia davanti alla chiesa di San Giorgio a Baghdad, sia davanti alla sede della missione Onu a Erbil, capoluogo del Kurdistan iracheno, chiedendo al presidente Fouad Masoum di non approvare la legge. Ma si è spinto anche oltre, giurando: «Se la norma entrerà in vigore faremo sentire la nostra voce in tutto il mondo, così che l’Assemblea dei deputati irachena ne risponda davanti al tribunale internazionale».

LA MODIFICA. Le azioni di Sako hanno colpito nel segno e tutto il mondo si è concentrato su Baghdad, criticando una legge ingiusta. Di conseguenza, martedì il Parlamento ha deciso di modificare nel senso consigliato dalle minoranze l’articolo 26, con un parere favorevole espresso da 140 deputati su 206. Il Patriarca li ha voluti ringraziare così: «Il patriarcato caldeo – si legge in un comunicato – ringrazia tutti i parlamentari e quanti si sono spesi per la modifica di questo articolo ingiusto».

Foto Acs