Intercettazioni a Napolitano, verso l’archiviazione per Di Matteo

Il procuratore generale di Cassazione Gianfranco Ciani, che rappresenta l’accusa, ha chiesto il proscioglimento del pm di Palermo nel procedimento disciplinare al Csm

Il procuratore generale di Cassazione Gianfranco Ciani ha firmato stamattina la richiesta di archiviazione nel procedimento disciplinare al Consiglio superiore della magistratura contro il pm di Palermo, Nino Di Matteo. Il pubblico ministero del processo “trattativa” è accusato di illecito disciplinare per aver rilasciato un’intervista nel giugno 2012 in cui aveva ammesso l’esistenza di telefonate intercettate tra l’ex ministro dell’interno e ex vicepresidente del Csm, Nicola Mancino, e il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.

NON LUOGO A PROCEDERE. Il procedimento disciplinare a Di Matteo, è stato avviato ad agosto 2012, perché il pm avrebbe «indebitamente leso il diritto di riservatezza del capo dello Stato» con l’intervista rilasciata a Repubblica, e la notizia aveva suscitato molto clamore anche nell’Anm, il sindacato della magistratura (Di Matteo è stato presidente della giunta distrettuale di Palermo, ruolo dal quale si era dimesso nel dicembre 2012 in seguito alla sentenza della Consulta che giudicò inutilizzabili in un processo le intercettazioni a Napolitano). Nella richiesta di non luogo a procedere firmata oggi, il pg Ciani motiva la decisione spiegando che in base agli accertamenti svolti, anche con l’audizione di vari testimoni, non si può accusare Di Matteo di illecito disciplinare perché la notizia era già stata diffusa da alcuni quotidiani nazionali il giorno prima dell’intervista incriminata. In particolare, si era già parlato delle intercettazioni in un articolo di Panorama, e nell’intervista rilasciata dall’allora consigliere giuridico del Quirinale, Loris D’Ambrosio, a il Fatto quotidiano.