Insegnante ebreo aggredito con un machete da un 16enne «nel nome di Allah e dell’Isis»

Comincia malissimo il 2016 degli ebrei francesi dopo uno «scioccante» 2015, anno in cui 9.000 ebrei sono scappati dal paese a causa dei ripetuti attentati

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Ieri mattina un ragazzo di 16 anni di nazionalità turca ha aggredito e cercato di uccidere con un machete un insegnante ebreo di una scuola ebraica di Marsiglia. Il ragazzo, ha dichiarato il procuratore di Marsiglia, «ha detto di avere agito nel nome di Allah e dello Stato islamico.

AGGRESSIONE ANTISEMITA. Il 16enne aveva con sé anche un coltello con il quale voleva uccidere anche dei poliziotti. L’adolescente, secondo il procuratore, è in pieno possesso di tutte le sue facoltà mentali e ha apertamente rivendicato il carattere antisemita della sua aggressione. La famiglia ha detto che il liceale potrebbe essersi «radicalizzato su internet».

«SIAMO SCIOCCATI». Il Consiglio che rappresenta le istituzioni ebraiche francesi, dopo aver pubblicato la foto del machete in possesso del ragazzo, si è detto «scioccato» dell’avvenimento: «Siamo atterriti nel vedere che ci sono così atti di natura gravissima» contro gli ebrei. L’insegnante è ferito ma è riuscito a proteggersi facendosi scudo con la Bibbia.

GLI ALTRI ATTENTATI. Si apre in modo drammatico il 2016 degli ebrei francesi, dopo un 2015 costellato di attentati. A gennaio dell’anno scorso, infatti, il terrorista islamico Amedy Coulibaly attaccando un supermercato kosher ha ucciso quattro ebrei. Il Bataclan, principale obiettivo della strage del 13 novembre, era un locale legato alla comunità ebraica francese e già da tempo nel mirino degli estremisti islamici. Il 17 novembre un altro insegnante a Marsiglia è stato accoltellato per strada da terroristi che gli hanno mostrato simboli dell’Isis. Nel 2015 circa 9.000 ebrei hanno lasciato la Francia: un triste record che ha battuto quello del 2014, quando 6.500 ebrei se n’erano andati (17 mila in tutta l’Europa).


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