In arrivo almeno 60 miliardi di euro per i crediti delle imprese

Ormai pronti i decreti che sbloccheranno i crediti che le imprese vantano nei confronti della Pubblica amministrazione. Circa 60-70 miliardi di euro che le aziende reclamano da Comuni, Asl, Regioni e ministeri.

“Ormai pronti i decreti che sbloccheranno i crediti che le imprese vantano nei confronti della Pubblica amministrazione. Circa 60-70 miliardi di euro che le aziende reclamano da Comuni, Asl, Regioni e ministeri. Chi da mesi chi da anni, con tempi che si stanno allungando. Questa mattina è previsto un incontro tra le associazioni di categoria e i tecnici dei ministeri. Poi un incontro ufficiale tra il premier Mario Monti e i ministri Passera (Sviluppo economico) e Grilli (Tesoro) e le associazioni delle imprese. L’obiettivo è chiudere oggi o al massimo domani. Il governo dovrebbe sbloccare per questa strada una tranche che potrebbe arrivare a 30 miliardi di euro” (Repubblica, p. 26).

Il primo decreto, quello che prevede la creazione del Fondo di garanzia c’è già. «È pronto – ha confermato ieri a Repubblica Corrado Passera – si attaccherà a quello del Tesoro», su cui ruotano tutti i nodi irrisolti perché è il decreto che dovrà certificare i crediti delle imprese e prevedere le compensazioni tra debiti e crediti. Il Fondo avrà una dotazione iniziale di 1,2 miliardi, non è previsto un tetto, ma un rifinanziamento a scadenza settimanale e la garanzia arriverà a coprire fino all’80 per cento del credito vantato dalle singole imprese. Per ogni euro di garanzia saranno liberati 20 euro di crediti, che le banche sconteranno agli imprenditori. Più delicato il capitolo delle compensazioni. Le imprese vorrebbero che le tasse che arriveranno a scadenza a breve vengano compensate con i debiti. Un’ipotesi che il governo ha sempre scartato. La compensazione, allo stato dell’opera, è riservata solo a quelle imprese che hanno debiti già iscritti a ruolo con gli enti pubblici. Ma non dovrebbe essere ogni singola amministrazione a intervenire sulle compensazioni (cosa che complicherebbe le cose e allungherebbe i tempi), ma direttamente il Tesoro, che poi se la vedrebbe con i singoli enti pubblici” (Repubblica, p. 26).

“Il vero nodo però è quello della certificazione dei crediti. La Ragioneria vuole essere sicura che la tale Asl o il tal Comune pagherà. Sarà la Consip, la società di consulenza e assistenza del ministero dell’Economia, ad accertare la sussistenza del credito anche attraverso una piattaforma telematica. Ogni impresa potrà inviare le proprie fatture sia per posta ordinaria, sia collegandosi online alla piattaforma. Una procedura che dovrebbe durare circa tre mesi. Poi comincerebbe la restituzione. Le imprese dovranno scegliere, o la via della compensazione o lo sconto del credito da parte delle banche. Che sono pronte a firmare i decreti appena Tesoro e Sviluppo economico li presenteranno. La firma sul protocollo d’intesa, assicurano i banchieri, arriverà subito dopo, tre giorni, una settimana al massimo. Confindustria e Rete imprese Italia però aspettano gli incontri di oggi prima di sciogliere le riserve. Non gli basta la certificazione dei crediti, chiedono una misura che assicuri che i crediti possano essere effettivamente scontati in banca e vogliono una compensazione ‘vera’ con i crediti fiscali” (Repubblica, p. 26).