Impeachment a Napolitano, il Comitato parlamentare: «È infondato, sia archiviato»

È stata votata e rigettata la richiesta di messa in stato d’accusa presentata dal Movimento 5 stelle: contro l’impeachment i 28 voti di Pd, Sel, Psi, Sc, Ncd e Popolari per l’Italia. Forza Italia e Gal non partecipano al voto.

Dopo la bufera mediatica di ieri, sui primi incontri del presidente della Repubblica con Mario Monti prima della formazione del governo che è succeduto a Silvio Berlusconi, c’era anche chi aveva paventato una “coalizione” Forza Italia – Movimento 5 stelle (rilanciata persino dai grillini) nella procedura di impeachment a Napolitano. Oggi invece il Comitato parlamentare per la messa in stato d’accusa ha votato l’archiviazione della richiesta presentata dal M5s. Con 28 sì l’istanza è stata definita «manifestamente infondata», con i voti decisivi di Pd, Sel, Ncd, Scelta civica, Popolari per l’Italia, Psi. Hanno votato contro i grillini, ovviamente, mentre non hanno partecipato al voto Forza Italia e Gal. I due presidenti del Comitato, Ignazio La Russa e Dario Stèfano si sono astenuti.

TOTI: «NAPOLITANO DEVE FARE CHIAREZZA». È stato il senatore Lucio Malan a spiegare il comportamento di Fi: «Secondo il regolamento non è prevista l’astensione, quindi non partecipiamo per evitare di esprimere il nostro voto». Intanto, fuori dal Parlamento le sue parole venivano riprese da Giovanni Toti, consigliere politico di Fi, che ha chiarito meglio la linea del partito: «Non so se Napolitano deve dimettersi, ma certamente deve fare chiarezza. Di sicuro su quell’estate c’è ancora molto fumo, bisogna capire cos’è successo, è irrituale che un presidente affidi “pre-incarichi” mentre c’è un governo in carica, non sfiduciato, quando a giugno lo spread era a 250, non a 550. Utilizziamo la sede parlamentare del Comitato per l’impeachment per fare chiarezza. Non sarebbe male se Napolitano desse qualche chiarimento in più».