«Il pellegrinaggio di Loreto è una possibilità di incontro aperta a tutti»

Sabato 9 giugno ci sarà la 34ma edizione del pellegrinaggio a piedi Macerata- Loreto. Intervista al vescovo Vecerrica: «Il Papa ha benedetto il simbolo del pellegrinaggio e mi ha detto: “Io vi accompagno”».

“Cristo è qualcosa che sta accadendo ora”. È arrivato alla trentaquattresima edizione il Pellegrinaggio a piedi Macerata – Loreto. Quest’anno si partirà dallo Stadio Helvia Recina sabato 9 giugno alle 20,30, per arrivare nella prima mattina di domenica nel Santuario di Loreto, dopo una notte di cammino per le strade marchigiane. Un movimento di popolo in preghiera che quest’anno, a pochi giorni di distanza dal Family 2012 di Milano, con la presenza indimenticabile di Benedetto XVI. «Abbiamo messo anche questa intenzione, che sia possibile dare continuità alla svolta che il Papa ha dato alla Chiesa negli incontri milanesi». A parlare è Mons. Giancarlo Vecerrica, vescovo della diocesi Fabriano-Matelica che nel 1978, quando era un giovane insegnante di religione, propose ai suoi studenti questo cammino a piedi come gesto di devozione alla Vergine. «La famiglia deve diventare luogo di comunione e di vita, e il pellegrinaggio notturno dev’essere il simbolo di questo cammino tra famiglie, sacerdoti, credenti non credenti. L’arcivescovo di Bologna, il card. Carlo Caffarra, mi ha detto: “Il pellegrinaggio di Loreto diventa l’esperienza vera del Cortile dei Gentili”, cioè una possibilità di incontro aperta a tutti».

Famiglie in cammino e famiglie alle finestre.
Mettono i lumini, i drappi, i cartelli di saluto, battono le mani: partecipa tutto un popolo, tutto un territorio è vicino a questa esperienza. È impressionante come la fede renda unito un popolo di tutte le culture, di tutte le realtà umane oggi molto in sofferenza.

In un momento molto particolare per il Paese.
Il pellegrinaggio da sempre custodisce tutte le vicende umane, sia gioiose sia tristi. Ci arrivano le testimonianze attraverso mail e lettere tradizionali e sono bellissime: vanno dal ringraziamento alla Madonna per avere avuto un bambino, al dolore di aver perso una persona cara, alla preoccupazione per il lavoro. Un industriale emiliano mi ha mandato un fax in cui ha scritto di aver vista distrutta la sua azienda dal terremoto, ma di non aver perduto la fede, per questo sarà a Loreto. Al pellegrinaggio si raccoglie tutta la vita, dalla quotidianità all’eccezionalità e ognuno porta se stesso, con tutti i suoi drammi.

Ogni anno, la partecipazione aumenta.
È difficile poter fare un calcolo, l’anno scorso il corteo era lungo dai cinque a gli otto chilometri, l’Avvenire parlò di novantamila persone. Quando ieri ho incontrato il Papa nel corso dell’udienza generale, affinchè benedicesse la fiaccola della pace, simbolo del pellegrinaggio, mi ha ripetuto almeno tre volte la stessa domanda: “Quanti siete?” E poi ci ha detto: “Io vi accompagno”. Ho trovato un Papa veramente dolce, sereno, aperto, attento. Gli ho confidato che offriremo preghiere Lui e per il Suo compito, soprattutto in questo momento. Mi ha fatto un bel sorriso, è veramente un uomo di fede.