Il Pd e i No Tav. Confusione sotto i cieli trenocrociati

I voti degli antagonisti fanno gola a molti, e la confusione regna sovrana sopratutto nel Partito democratico. Altri movimenti in Val di Susa

Avevamo detto che i voti dei No Tav, in termini aritmetici e simbolici, sono contesi tra più forze. Un valore residuale che diversi pezzi di sinistra non vogliono perdere. Un’attenzione che intercetta e provoca un attivismo di riflesso del fronte istituzionale che aveva affidato più di una speranza alla battaglia antitreno come volano per un salto nella grande politica.

Ecco che Sandro Plano, presidente della Comunità Montana che chiude a fine anno, annuncia una candidatura alle primarie per la scelta dei parlamentari Pd. Candidatura che difficilmente si concretizzerà: troppe le 400 firme di iscritti al partito, che in Valle sono solo 300 ed almeno per metà contrari ad ogni cedimento ai No Tav.

Ecco che, a sorpresa, in ticket con il segretario provinciale Curto, si cimenta con le primarie di Sel l’ex sindaco di Avigliana, Carla Mattioli. Sospesa dal Pd per la scelta di confluire, alle amministrative della scorsa primavera, nella lista grillino-rinfondarola antitreno invece che nella convergenza civica con ampi settori del centrodestra “Grande Avigliana” benedetta da Piero Fassino e Pier Luigi Bersani. Avevano, lei e gli altri sospesi, rischiato di spaccare il partito in Piemonte. Partito che, tra l’altro, era già ai ferri corti con lei per via del suo mancato versamento della quota degli emolumenti. Oggi Carla Mattioli abbandona i lidi democratici offrendo il suo volto alla strategia dei vendoliani, in provincia di Torino assai spaccati, per l’attrazione dei voti No Tav.

Insomma, un po’ di confusione sotto i cieli trenocrociati. Non senza personalismi.