Il passo sulla fellatio di “Sei come sei” non può essere letto dai senatori maggiorenni (ma solo dagli studenti minorenni?)

La presidenza del Senato obbliga Giovanardi ad emendare la sua interrogazione parlamentare. Lo stesso romanzo, però, era stato proposto agli alunni del Liceo Giulio Cesare

«Onorevole senatore (…) devo comunicarle che il documento in oggetto non corrisponde pienamente ai requisiti di proponibilità degli atti del sindacato ispettivo parlamentare, così come specificati nell’articolo 146 del regolamento del Senato. Mi corre pertanto l’obbligo di segnalarle la necessità di apportare modifiche al testo della sua interrogazione, nel senso già comunicato per le vie brevi dagli uffici, in modo da renderne possibile l’annuncio e la pubblicazione nei resoconti del Senato».
Questo è il testo – qui potete scaricare scaricare il pdf – con cui la presidenza del Senato ha spiegato al senatore Carlo Giovanardi (Ncd) di non poter presentare in aula i passaggi che descrivono il rapporto omosessuale orale contenuti nel libro Sei come sei di Melania Mazzucco.

TOLTI I BRANI OSCENI. Giovanardi, assieme al collega Maurizio Sacconi, spiega così in una nota che «la presidenza del Senato ha rifiutato la pubblicazione dell’interrogazione da me presentata. Nell’interrogazione infatti erano illustrati i brani crudemente e volgarmente pornografici del romanzo, che evidentemente si possono imporre agli studenti ma non essere letti neppure dai Senatori sulle pubblicazioni ufficiali del Senato. Abbiamo pertanto riformulato l’interrogazione – aggiunge Giovanardi – tagliando i brani osceni, nell’attesa fiduciosa che il ministro della Pubblica Istruzione, che aveva dichiarato essere “assolutamente corretto” il comportamento tenuto dagli insegnanti del Giulio Cesare, ci spieghi come nella scuola pubblica possano essere proposti ai ragazzi testi totalmente osceni da non poter comparire neppure nelle interrogazioni parlamentari».

IL MINISTRO GIANNINI. Il caso, come si ricorderà, nasce dal fatto che nel liceo romano era stata proposta la lettura del romanzo e, a seguito di una discussione in classe, gli studenti avevano dovuto produrre un elaborato scritto (in cui era stato tirato in mezzo anche papa Francesco). In seguito alla denuncia di alcuni genitori, era scoppiato il caso. Gli insegnanti erano stati difesi, oltre che dalla preside del Liceo, anche dal ministro dell’Istruzione Stefania Giannini. La stessa Giannini, però, aveva ammesso di non aver letto il romanzo e, durante una trasmissione radiofonica, si era rifiutata di leggere il brano incriminato. Resta dunque valida la domanda di Giovanardi: perché un testo la cui lettura è ritenuta sconveniente per senatori e ministri maggiorenni è stato proposto a dei minorenni?