Chi sono i Forconi e cosa vogliono? Quando il loro leader ci disse: «Siamo incazzati. Il sistema deve saltare»

Delirante intervista a Mariano Ferro, leader del movimento. «Come faranno a non ascoltare il popolo siciliano che rialza la testa? C’è un quinto punto del programma. Ora non me lo ricordo»

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Il movimento dei Forconi sta mettendo a ferro e fuoco alcune città italiane. Ma chi sono i Forconi e cosa vogliono? In realtà, il movimento non è nuovo. Tempi.it, nel gennaio 2012, aveva intervistato uno dei loro leader, il più ascoltato al Sud, Mariano Ferro. Ecco cosa ci aveva detto.

Mariano Ferro, lei è il leader del movimento dei Forconi. Quanti siete? E chi siete soprattutto?
Non so quanti, siamo 80 mila, forse anche di più. Su Facebook abbiamo raccolto 27 mila mi piace. Il movimento nasce da una stretta di mano tra me e Felice Floris (il leader del movimento pastori sardi), nasce dal fallimento di noi agricoltori, nasce come un movimento di lotta contadina. Ma poi si sono uniti anche trasportatori e commercianti. Ci siamo dovuti unire per difenderci, perché le associazioni di categoria fanno un altro lavoro, si limitano a farci firmare pratiche. Adesso allora lottiamo per le problematiche comuni.

Cosa chiedono in comune agricoltori, autotrasportatori, pescatori, tassisti, farmacisti?
Le rivendicazioni comuni che avevamo noi agricoltori abbiamo dovuto metterle da parte nel momento in cui è diventata una lotta del popolo siciliano, è diventata una vertenza politica. Non c’è più distinzione di categoria: il mondo politico ci ha abbandonato. Tutti, da Forza nuova all’estrema sinistra, che non so nemmeno io qual è oggi. E anche Raffaele Lombardo dell’Mpa. Aveva proposto la defiscalizzazione dei carburanti perché siamo raffinatori del 40 per cento del prodotto che va nei distributori nazionali. Una riforma mai realizzata, perciò questa vertenza la riprendiamo noi, e chiediamo la defiscalizzazione dei carburanti. È una battaglia dura, eh. Perché interessa tutti: non solo gli autotrasportatori. Chiunque andrà alla pompa e fa benzina, pagherà di meno per questa legge.

Che altro?
Seconda cosa. Equitalia in Sicilia si chiama Serit: le tasse che paghiamo finiscono a quest’ente di riscossione secondario. Ma noi non abbiamo soldi e ci troviamo interessi usurai da pagare sui ritardi o i mancanti pagamenti fiscali. C’è gente tra noi a cui è stata espropriata la terra, lo sa? Per cui chiediamo di rivedere i tassi di interesse e le sanzioni, e tutti i capitoli che fanno lievitare il costo delle tasse a dismisura. La terza cosa che chiediamo è l’accesso al credito. Come rilanciare l’economia se le banche sono chiuse a riccio? Quarta cosa: chiediamo il Piano di sviluppo rurale degli agricoltori, che riguarda i contadini, ma anche l’indotto di commercianti e trasportatori. C’è un miliardo e mezzo di euro dei Fondi europei (Fas, ndr), per il Piano 2007-2013: ora diciamo a Lombardo di chiedere a Roma e Bruxelles di andare in deroga alle norme comunitarie per usarli a ciò che serve davvero. Lombardo dice che a Bruxelles non lo ascoltano. E voglio vedere adesso che c’è questa rivoluzione di popolo, come non ci ascoltano a Bruxelles! Come faranno a non ascoltare il popolo siciliano che rialza la testa? Ci devono pensare due volte, prima di dirci no! C’è un quinto punto del programma. Ora non me lo ricordo, tanto sul tavolo c’è già abbastanza roba.

Ma per sbloccare i fondi Fas occorre presentare a Bruxelles un piano articolato che dettagli come li si intenda spendere. Lombardo ha ritardato nel presentarlo ed ecco perché parte dei fondi sono bloccati. Altra parte invece è stata usata dal Governo Berlusconi per alcune emergenze, comprese quelle delle alluvioni. Voi che progetto presentereste?
Ah. È chiaro, è chiaro, lei dice che serve prima un piano. Ma intanto chiediamo all’Europa di sbloccare i fondi. E poi ci metteremo intorno ad un tavolo per capire come rilanciarli.

Tutti si chiedono chi siete, se c’è qualcuno dietro di voi…
La macchina del fango che è entrata in azione, è chiaro. Sollevano il sospetto. Ma è normale che una protesta così venga attaccata. Noi abbiamo vietato categoricamente di usare bandiere.

Sarà, intanto se n’è vista sventolare qualcuna di Forza nuova in mezzo a voi.
Forza nuova non c’entrano niente con noi. È fango. Ha capito? Lo scriva: Forza Nuova deve andare a fare in…

Ma allora siete vicini ai centri sociali che manifestano con voi, a cui avete dato un benvenuto caloroso anche su Facebook?
Assolutamente no. La macchina del fango è in azione perché dietro di noi c’è solo il popolo siciliano, le nostre famiglie. La macchina mediatica si mette in moto, ma verrà dimenticata. E rimarremo solo noi.

Confindustria attraverso Ivan Lo Bello e altre associazioni di categoria vi accusano: temono ci sia la mafia dietro il movimento dei Forconi. Non è che hanno ragione?
Sa cosa le dico? Facciano pure. Siamo arrivati a questo punto, che c’è la criminalità organizzata. Faccia una denuncia Lo Bello, immediatamente. Lo scriva: se noi siamo il movimento dei mafiosi, perché Lo Bello non ci denuncia? Così ci arricchiamo di denunce, almeno. Non c’entra niente la violenza con noi. È che la Sicilia, il popolo sta esplodendo.

Avete spaccato le vetrine di un tabaccaio che non partecipava allo sciopero, tagliato le gomme ad un camion per lo stesso motivo: questi episodi di violenza c’entrano eccome con voi.
Eh vabbé, controllare tutto non si può. Quando si unisce il popolo non si può controllare chi c’è dentro e chi fuori. Il popolo si sta rivoltando contro una classe politica inetta e inutile. Il popolo è affamato, pensa che con questa fame poi capisca qualcosa? Se in mezzo c’è qualcuno che è imbecille non è colpa nostra. La verità è che l’attuale sistema sta bene alle associazioni di categoria, ai Lo Bello, che sono ricchi e che fanno parte del sistema. E ora hanno davanti questa marea di gente incazzata. Si sentono travolti da una cosa più grande di loro. Il sistema ora deve saltare! Ora o mai più! I siciliani si sono svegliati, dopo secoli in cui abbiamo abbassato la testa. Questa è la verità! Lei non lo sa, non conosce la situazione in Sicilia, le spiego io, siamo il popolo…

Guardi, sono siciliana anche io.
Ecco, allora lo sa. Questo scoppiare su Facebook e sulle televisioni, tutti parlano di noi senza critiche: a questo devono rispondere i Lo Bello! Non siamo mafiosi, devono rispondere al popolo siciliano che è incazzato. Il sistema deve saltare in aria! Non ne possiamo più, basta arricchirsi sulla pelle dei morti di fame. Io è da tre anni che faccio queste discussioni, ma finalmente i siciliani hanno capito che basta, e ora questa macchina si è messa in moto a 200 all’ora. La fermino! Li stiamo schiattando questa è la verità, ecco perché ci lanciano addosso quelle accuse vergognose.

Con la protesta l’economia siciliana è alla paralisi. Fine delle scorte alimentari e del carburante, commerci bloccati. Secondo lei è davvero utile all’isola la vostra manifestazione?
È vero abbiamo bloccato tutto. Ma chieda al mercato ortofrutticolo di Vittoria, il più grande in Italia dopo quello di Fondi, come mai aderiscono alla nostra manifestazione.

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