Il fastidio della quarantena considerato nel modo giusto

«Qualcosa di bello ci deve essere». Una liceale “primina” racconta come è nata l’idea di lanciare un concorso fotografico in famiglia

Il contributo che segue è stato scritto da Rachele Cucco, studentessa al primo anno di liceo classico, per il “Diario dei giorni difficili” dell’istituto scolastico Don Gnocchi di Carate Brianza.

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In questi giorni è davvero difficile trovare un senso, uno scopo, un qualcosa che dia significato a questo nulla che improvvisamente ha riempito, anzi, ha svuotato, le nostre vite. E proprio perché è difficile trovare un senso è anche complicato cogliere la bellezza che si nasconde tra le pieghe e i risvolti di questi giorni grigi.

Però un qualcosa di bello io credo che ci sia. Ci deve essere, perché altrimenti quel significato che è tanto difficile da trovare non ci può essere. E io non sono disposta a credere a questa assenza di significato, perché se c’è davvero un Qualcuno che ha creato il mondo e la nostra vita com’era prima del coronavirus non può averlo fatto senza che esso avesse uno scopo. Se la vita aveva un significato prima di tutto questo, allora deve averlo anche adesso. Perché non può di punto in bianco perdere significato una cosa così grande come la nostra esistenza.

E allora direi che vale la pena cercare di capire qual è questo scopo. Ma come si può fare? La prima cosa da tentare per arrivare a un senso è la ricerca della bellezza, perché se la vita fosse solo fatta di sofferenza e oscurità allora come potrebbe avere uno scopo?

Per aiutarci nella ricerca della bellezza, nelle scorse due settimane io e la mia famiglia ci siamo lanciati una sfida: un concorso fotografico. Ognuno di noi in questo periodo di tempo doveva scattare delle foto (massimo 25) che rappresentassero dei particolari della nostra casa o della nostra vita in quarantena. Abbiamo convocato cinque giudici esterni (tra professionisti e amici) che poi avrebbero dovuto valutare e votare ognuno le nove foto migliori.

Partecipando a questa gara mi sono divertita molto e ho approfondito la mia passione per la fotografia, ma ho anche capito che la bellezza non deve essere per forza una cosa complicata, o eclatante. Può essere anche una piccola margherita in mezzo alle erbacce, o il tepore del sole sul viso, o un particolare gioco di luci sulla parete. La bellezza è una cosa semplice e umana. Semplice perché si può ritrovare in tutte le cose che ci circondano. Umana perché fa parte della natura dell’uomo. Ognuno di noi ha dentro un irrefrenabile desiderio di bellezza, siamo tutti attratti dalla bellezza, perché Chi ci ha creati ci ha voluti capaci di riconoscerla e di riprodurla.

L’altro giorno ho visto un film che si chiude con la frase «qualunque azione umana rientra nella storia di un artista». Questa frase fa capire esattamente questo concetto; l’esistenza stessa dell’uomo è bellezza e quindi qualsiasi cosa, qualsiasi azione umana è degna di un artista, è degna di essere catalogata sotto la voce “bellezza”.

Il semplice fatto che questa quarantena ci stia stretta, il fatto che continuiamo a chiederci che senso abbia, ci rende superiori ad essa. Ci rende bramosi di scoprire la bellezza e la verità di questa situazione di nulla, perché siamo fatti così. Ed è proprio per questo che noi oggi abbiamo il dovere, l’obbligo, di metterci in moto, di cercare e continuare a cercare ogni piccolo segno di bellezza nascosto in queste giornate apparentemente uguali e inutili.

Però da soli non ce la possiamo fare. Da soli cadiamo, abbiamo bisogno di qualcuno che ci stia accanto in questo cammino verso la verità. Ci serve un amico da poter chiamare, un amico a cui poter raccontare le nostre giornate, qualcuno che ci faccia da angelo custode per sollevarci quando cadiamo e indicarci quale deviazione di questo tunnel buio e vuoto ci porterà verso un muro e quale invece ci porterà verso l’uscita.

Questo periodo di giorni difficili è un fastidio ma, come dice Chesterton, «l’avventura è un fastidio considerato nel modo giusto». È proprio così che dobbiamo affrontare queste giornate; un’occasione per trovare la bellezza e considerare questo fastidio nel modo giusto.

Di seguito le 9 foto vincitrici del concorso.