Il Dl Crescita aiuta i grandi gruppi e ammazza le Pmi

La norma approvata dal Governo potrà piacere ai consumatori ma ha una ricaduta pesante su alcuni settori

Caro direttore, con il Dl Crescita il governo ha approvato una norma che potrà certamente compiacere i consumatori, ma che ha una ricaduta pesantissima su alcuni settori.

In pratica hanno trasformato il credito d’imposta grazie al quale da molti anni chi fa interventi di ristrutturazione o di efficienza energetica può vedersi restituito in dieci anni rispettivamente il 50 per cento e il 65 per cento della spesa.

Cosa stabilisce ora il DL Crescita? Che al posto del credito d’imposta recuperabile in dieci anni, il cliente finale può cedere questo credito al suo installatore. Se io cambio la caldaia e spendo 5 mila euro, ne pago solo 2.500: il mio idraulico si farà rimborsare dallo Stato i restanti 2.500 euro come credito d’imposta (oppure lo può girare a sua volta al proprio fornitore, ma non alle banche).

Risultato? I consumatori finali fanno festa perché si vedono improvvisamente dimezzati i costi delle spese da fare… Invece gli installatori o i fornitori devono fare da banca in attesa che lo Stato restituisca a loro la parte che i consumatori non hanno pagato.
Siamo alla follia. 

Oggi ho parlato con l’impiantista che lavora per l’istituto che dirigo, ci ha detto che non ci pensa nemmeno a prendersi sul groppone il 50 per cento della spesa che servirà per rinnovare gli impianti. Piuttosto non ci fa il lavoro. Mi sono allora rivolto ad un gruppo molto importante della zona e mi hanno detto che, piuttosto che farsi carico degli oneri finanziari derivanti da questa normativa, lascia alcuni segmenti di mercato. Gli operatori più piccoli sono nel panico, i distributori più grossi si vedono aumentare a dismisura le voci di costo.

Chi gode di questa situazione? I grandissimi gruppi che hanno i polmoni finanziari per reggere l’urto e che potranno così conquistare fette di mercato lasciate libere da altri. Della serie: ma quale sussidiarietà, ammazza le piccole imprese, portagli via il lavoro e regalalo ai grandi gruppi.

Lettera firmata

Foto Ansa