Il consolatorio feuilleton tv sulla Costa Crociere

I programmi tv aiutano a informarsi, ma non a capire. Un po’ di gogna, una spruzzata di indignazione, sentenze che ci dividono tra codardi (lui) ed eroi (noialtri). Comodi, assistiamo in poltrona. Fino al prossimo show.

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Gli ingredienti ci sono tutti: il capitano “delinquente” che abbandona la nave dopo aver combinato un disastro per un atto di criminale leggerezza e il collega, raddrizza torti, che lo inchioda alle proprie responsabilità, “sputtanandolo” davanti alla pubblica opinione. Il pasto mediatico era troppo succulento e sulla gogna della generale indignazione l’evasore di Cortina ha lasciato il posto al marinaio fedifrago.
La nostra tivù non si è lasciata sfuggire l’occasione e ha messo in scena un tragico “feuilleton”, spalmato su tutte le reti, pubbliche e no.

E, come al solito, la parte del leone, da scafato professionista qual è, è stata svolta da Bruno Vespa, che ha messo in piedi un “Porta a porta – Prima Serata”, interamente dedicata all’evento disastroso, un talk pensato come un vero “legal drama”. L’accusa: i passeggeri scampati, con i loro racconti sull’incredibile disorganizzazione nelle ore drammatiche dell’evacuazione e il comando della Concordia messo sotto accusa, con un parterre di graduati più o meno coinvolti, ma soprattutto con la presenza del capitano-medico di bordo, anch’egli sospettato di aver abbandonato la nave, con il quale Vespa ha ingaggiato un incalzante “terzo grado”, alla ricerca della verità nella tempistica dei soccorsi da parte del capitano e del resto dell’equipe al comando.

Saremmo degli ipocriti, se denunciassimo questo modo di fare informazione come l’ennesimo capitolo della spettacolarizzazione televisiva del dolore: è innegabile che siamo stati incollati al video, per la morbosa curiosità di sapere come sarebbe andata a finire, quasi aspettando il verdetto della giuria popolare.
Non ci interessa sapere lo “share” finale del talk di Vespa: in una serata nella quale le altre reti proponevano un’inutile e scontata Milan-Novara di Coppa Italia e una fiction sempre più squinternata come “Il tredicesimo apostolo”, per questa volta l’informazione targata Rai Uno non ci è sembrata disprezzabile; e pensate che botto avrebbe fatto il buon Vespa se avesse avuto come ospite “l’eroe” De Falco che, però, all’ultimo momento ha declinato l’invito.

Resta, ci sembra, insoluto, il grande problema della capacità, da parte della comunicazione televisiva e dell’informazione in generale, nell’affrontare i drammi della vita personali o derivanti dai disastri naturali o causati dagli uomini: la ricerca del capro espiatorio emerge quasi come consolatoria. È quello che ha così ben espresso lo psichiatra Eugenio Borgna, al nostro stesso sito.

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