Il catastrofismo climatico in stile Greta deprime i giovani americani

Il 72 per cento dei millennial americani dichiara di avere «problemi emotivi» a causa della «inevitabilità del cambiamento climatico». Il 30 per cento non fa figli per «salvare il pianeta»

Seguendo l’esempio di Greta Thunberg, i giovani di tutto il mondo sono tornati ieri a protestare per l’ambiente. Il Gruppo intergovernativo dell’Onu sul cambiamento climatico (Ipcc) ha ribadito che se non verrà fatto nulla nei prossimi 12 anni, il pianeta andrà incontro a inenarrabili disastri entro il 2050.

PROBLEMI EMOTIVI LEGATI AL CLIMA

Se nella comunità scientifica sono tutti d’accordo nell’affermare che il clima sta cambiando, diventando più caldo, non c’è unanimità sulla causa del riscaldamento. Secondo l’Ipcc e l’ambientalismo più aggressivo, di cui Greta è illustre rappresentante, la causa è l’uomo e le emissioni di CO2 di origine antropica. Che questa sia soltanto un’ipotesi, e neanche troppo confermata dai dati, lo si può intuire dagli stessi documenti dell’Ipcc, dove il modo verbale più utilizzato è il condizionale e l’avverbio più abusato è “probabilmente”.

L’ambientalismo catastrofista ha però un effetto certo e immediato, almeno negli Stati Uniti: deprime i giovani. A forza di srotolare lo slogan “Ci stanno rubando il futuro”, secondo un rapporto del 2018 della American Psychological Association, il 72 per cento dei millennial (nati tra il 1981 e il 1996) dichiara di avere “problemi emotivi” a causa della “inevitabilità del cambiamento climatico”.

«FATALISMO NEI GIOVANI»

Matt Fellowes, a capo della United Income, piattaforma online che si occupa di gestire i risparmi pensionistici, ha dichiarato a MarketWatch che «c’è una certo fatalismo nella popolazione più giovane. C’è molto cinismo riguardo alla possibilità di mettere soldi da parte e riguardo alla possibilità di avere una pensione». In parte lo scetticismo è dato dall’esiguità dei guadagni, che impedisce di risparmiare, ma molti ritengono che «non c’è alcun futuro in vista del quale risparmiare».

Brad Klontz, docente associato presso il Financial Psychology Institute, ritiene invece che molti giovani usino la scusa dei cambiamenti climatici per non risparmiare. «Il risparmio va contro la natura umana, è difficile farlo perché implica un costo vivo. Per risparmiare, inoltre, bisogna superare la paura del futuro. È ovvio che chi ha una visione depressa di un terribile futuro, non pensa a risparmiare».

NIENTE FIGLI PER IL PIANETA

C’è un altro dato inquietante, rilevato nel 2018 dal New York Times. Il 30 per cento degli americani che affermano di non volere figli, lo fanno perché preoccupati di vederli nascere in un mondo apocalittico e perché non vogliono contribuire all’apocalisse generando altri esseri umani. In attesa di sapere se i cambiamenti climatici sono davvero causati dall’uomo, c’è dunque una certezza: il catastrofismo sta danneggiando seriamente il pianeta, deprimendo quelle stesse persone che potrebbero “salvarlo”.

Foto Ansa