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Il Canada non entrerà nel menù europeo

Di Leone Grotti
19 Settembre 2026
Il paese guidato da Carney potrà diventare uno stretto partner di Bruxelles, ma parlare di membro associato «non ha senso». Né per noi, né per loro
La presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola (a sinistra), il primo ministro del Canada Mark Carney (secondo da sinistra) e la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen (a destra) arrivano al Parlamento europeo a Strasburgo, in Francia, il 17 settembre 2026
La presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola (a sinistra), il primo ministro del Canada Mark Carney (secondo da sinistra) e la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen (a destra) arrivano al Parlamento europeo a Strasburgo, in Francia, il 17 settembre 2026 (foto Ansa)

Grandi sorrisi, scroscianti applausi, vigorose strette di mano. E poi? L’annuncio di Ursula von der Leyen sul fatto che il Canada diventerà il primo «paese membro associato dell’Unione Europea» potrebbe anche limitarsi a questo. Non solo perché nessuno ha la minima idea di che cosa significhi essere un paese membro associato (i trattati europei non prevedono questa possibilità), ma anche perché la presidente della Commissione europea non aveva condiviso con nessuno la sua trovata e non tutti i Ventisette (ai quali spetta la decisione finale) sono d’accordo.

«Se non sei al tavolo, sei nel menù»

Il premier canadese Mark Carney, invitato ad ascoltare il discorso sullo Stato dell’Unione da Von der Leyen e che ha parlato giovedì all’Europarlamento accolto come un eroe, si è guadagnato fama e gloria in Occidente criticando vigorosamente Donald Trump al Forum economico di Davos di gennaio 2026 all’interno di un discorso sulla morte dell’ordine liberale internazionale. Equiparando i comportamenti di Usa, Russia e Cina e stigmatizzando lo scontro delle grandi potenze, invocò l’unione delle «medie potenze» con l’efficace slogan: «Se non sei al tavolo, sei sul menù».

Carney è l’unico altro leader internazionale, insieme al dittatore cinese Xi Jinping, ad avere risposto ai dazi di Trump con tariffe salate e a non aver trovato un accordo con gli Stati Uniti per eliminarle. Al Parlamento europeo ha spiegato che l’alleanza delle potenze medie che vorrebbe non è un «terzo blocco» che si oppone a Cina e Stati Uniti, ma un’unione necessaria affinché «nessuno possa controllare i nostri mercati aperti, la nostra sovranità, minacciare la nostra integrità territoriale, le nostre democrazie».

Anche il Canada frena Von der Leyen

Nel suo discorso Carney non ha accettato esplicitamente la proposta di Von der Leyen di diventare «paese membro associato dell’Ue». Anche perché prima i cittadini europei e quelli canadesi dovranno capire che cosa vuol dire e che cosa implica una simile mossa.

Oggi Ue e Canada sono legati da un accordo di libero scambio, il Ceta, applicato in via provvisoria in attesa della ratifica da parte di dieci paesi europei, Italia e Francia comprese, che ancora non hanno dato il via libera.

Bruxelles e Ottawa potrebbero collaborare di più su Ai, difesa, minerali critici, energia ma di tutto questo si parlerà a ottobre a Montreal nell’ambito di un vertice Ue-Canada.

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«Il Canada non entrerà nell’Ue»

Se ogni collaborazione che arricchisca il blocco dei Ventisette è benvenuta, Politico è convinto che «il Canada non entrerà a far parte dell’Unione Europea». Non solo perché, per ragioni geografiche, non può, non solo perché la terminologia usata da Von der Leyen di fatto non esiste, ma anche perché il Canada stesso sembra frenare: «Ancora non siamo a questo punto», ha commentato il prossimo ambasciatore canadese presso l’Ue, Jonathan Wilkinson. Così come altri paesi europei.

Secondo quanto dichiarato da diversi diplomatici, non solo Von der Leyen non ha parlato con nessuno dei Ventisette, ma non ha neanche messo a parte della proposta gli altri membri della Commissione. Una mossa definita da diversi diplomatici europei «pericolosa e poco saggia».

«Non ha senso»

È certamente possibile che il Canada diventi un partner molto stretto dell’Unione Europea, ma non scontato visti i tanti problemi che comporta l’ingresso nel mercato unico europeo, ma quasi certamente non diventerà un paese membro associato.

«È una terminologia vuota, non ha senso», ha commentato un diplomatico europeo al Guardian. «Von der Leyen si è spinta troppo oltre». Non un grande inizio per un’alleanza che, parole di Carney, vuole diventare «faro di democrazia in tutto il mondo».

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