Il 2012 è stato il suo anno record. È il marchio più conosciuto al mondo. È la Ferrari (che va piano solo in Italia)

La casa di Maranello ha chiuso l’anno con 2,4 miliardi di fatturato, più di 2 mila auto vendute in America e 784 in Cina, Hong Kong e Taiwan. In Italia, invece, di “rosse” se ne comprano sempre meno

Ferrari, una rossa da record. Mentre a Barcellona il pilota due volte campione del mondo di Formula 1 Fernando Alonso si appresta a scaldare per la prima volta nel 2013 le gomme della sua monoposto, la Ferrari è già in pole position nel mercato globale dell’auto. Il Cavallino Rampante, infatti, ha chiuso il 2012 con i migliori risultati economici dei suoi 66 gloriosi anni di storia. Ed è di ieri la notizia che Ferrari è anche il marchio più conosciuto al mondo, più di Apple e Coca Cola.

OLTRE OGNI RECORD. Nonostante il contesto economico già negativo sia in costante peggioramento, Ferrari nel 2012 ha consegnato alla rete di vendita 7.318 vetture omologate (+4,5 per cento rispetto al 2011) mentre il fatturato è stato di 2,433 miliardi di euro (+8 per cento), migliorando ulteriormente il record del 2008. In crescita del 12,1 per cento anche il risultato della gestione ordinaria, che tocca quota 350 milioni di euro, per un utile netto di quasi 244 milioni di euro (+17,8 per cento) e un ritorno sulle vendite che si conferma, con il 14,4 per cento, sugli standard delle migliori aziende del lusso. Sono, inoltre, 324,3 milioni gli euro investiti negli ultimi dodici mesi dalla casa di Maranello; nel 2011 erano stati 280 milioni.

SUCCESSO MADE IN USA. Il record di vendite per Ferrari si è registrato negli Stati Uniti d’America, dove le “rosse” consegnate hanno superato per la prima volta quota 2000, con un aumento del 14,6 per cento: sono state 2.058, Canada incluso. In Europa, invece, sono cresciuti i mercati in Gran Bretagna (+20,4 per cento, con 673 vetture consegnate), Svizzera (+17,4 per cento e 357 auto) e Germania (+8,2 per cento, 750). La terra che, tra gli altri, ha dato i natali al ferrarista più titolato di sempre della Formula 1, Michael Schumacher, si conferma così il mercato europeo più importante per la casa di Maranello; gli altri mercati dell’area hanno chiuso in linea con il 2011.

NUOVI E VECCHI MERCATI. Ad essere di segno totalmente opposto, però, è il risultato italiano: pur a fronte di un calo medio del settore pari al 60 per cento, Ferrari ha chiuso il 2012 con solo 318 vetture consegnate (-46 per cento rispetto al 2011). Nell’area Medio Oriente e Africa l’incremento è stato del 4,5 per cento con 556 vetture consegnate. Repubblica Popolare Cinese, Hong Kong e Taiwan, invece, si confermano essere il secondo mercato per Ferrari con 784 vetture consegnate (+4 per cento), di cui 500 nella sola Cina. Significativo, infine, il ritorno di un mercato storico come il Giappone, dove sono state consegnate 302 vetture (+14,4 per cento) e dove, anche quest’anno, si correrà il Gran Premio di Suzuka, una pista che, già più volte in passato, si è rivelata determinante per i successi sportivi della Scuderia Ferrari. Chissà che quest’anno possa regalare ulteriori soddisfazioni e record anche ad Alonso e a tutti i tifosi del Cavallino nel mondo.