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«I ribelli in Siria chiamano i cristiani “nazara”, come l’Isis a Mosul»

Di Leone Grotti
07 Dicembre 2024
I jihadisti di Hts sono ormai alle porte di Homs e tra i siriani aumenta l'angoscia. «Chi può garantire che rispetteranno davvero i diritti dei cristiani? Vogliamo vivere in pace». Intervista a Wael Kassouha, responsabile di Sos Chrétiens d'Orient in Siria
I jihadisti di Hts prendono il controllo della città di Hama in Siria
I jihadisti di Hts prendono il controllo della città di Hama in Siria (foto Ansa)

«Chi può garantire che i ribelli rispetteranno davvero i diritti dei cristiani in Siria?». Come per tutti i siriani, anche per Wael Kassouha l'ultima settimana è stata carica di angoscia e preoccupazione. Il responsabile di Sos Chrétiens d'Orient in Siria, Ong che dallo scoppio della guerra civile nel 2011 è stata sempre a fianco della martoriata popolazione siriana con decine di progetti, era ad Aleppo quando i jihadisti hanno attaccato e conquistato a sorpresa la città. Dopo aver ripiegato su Homs al termine di un viaggio estenuante, Kassouha è dovuto fuggire di nuovo dopo che i terroristi hanno conquistato Hama e sono arrivati a un solo chilometri da Homs. Ora è a Damasco, dove la situazione è ancora calma: «Molte Ong se ne stanno andando dal paese, nessuno sa che cosa succederà. La Siria ha bisogno di pace», dichiara a Tempi.

30 ore per scappare da Aleppo

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