I pessimi numeri delle carceri italiane. Sovraffollamento, solo la Serbia peggio di noi

Il rapporto 2012 del Consiglio d’Europa evidenzia i numeri dei nostri penitenziari. Le fughe, i suicidi, il costo medio di ogni detenuto

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Il Consiglio d’Europa ha reso noto il rapporto 2012 sulle carceri. L’Italia, come è noto, è messa male. Sul nostro paese pesa una condanna (con relativa multa) della Corte di Starsburgo per il sovraffollamento e i dati del rapporto confermano le pessime condizioni dei nostri penitenziari.
Secondo i numeri presentati dal Consiglio d’Europa nel 2012 con 66.271 detenuti e 45.568 posti disponibili, c’erano 145 carcerati per ogni 100 posti. Solo la Serbia è messa peggio di noi, con un rapporto di quasi 160 detenuti per ogni 100 posti.
Sulla popolazione carceraria complessiva, solo lo 0,7 per cento dei detenuti sono stati condannati per associazione a delinquere, mentre quasi il 39 per cento per reati connessi agli stupefacenti, contro una media europea del 17,1. Il 4,8 per cento dei carcerati hanno ricevuto condanne che superano i 20 anni di detenzione, rispetto alla media europea dell’1,9.

SUICIDI, COSTI, EVASIONI. Il rapporto riporta anche altri numeri. Nei nostri penitenziari nel 2011 si sono tolte la vita 63 persone. Solo la Francia ci è davanti in questo triste primato con 100 suicidi. Siamo anche il paese col maggior numero di detenuti stranieri: 23.773, cioè il 36 per cento del totale. 10.717 fra loro sono in attesa di giudizio, cioè il 45 per cento.
Poche, invece le fughe dai penitenziari riuscite, solo 5 nel 2011 (in Svizzera sono state 33). Dal rapporto risulta che la maggior parte dei detenuti fugge durante i permessi d’uscita o quando è in regime di semilibertà. In Italia sono riuscite a farlo in 148.
Per quel che riguarda i costi, l’Italia ha speso nel 2011 per ogni detenuto 123,75 euro al giorno, quasi 7 euro in più rispetto all’anno precedente (116,68 euro). Dallo stesso rapporto emerge anche che tra il 2011 e nel 2012 è aumentato il numero di guardie carcerarie, mentre al contempo scendeva il numero di detenuti.

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •