I No Tav si fanno lo spot sul settimanale diocesano, ma il vescovo li bacchetta: «Sì alle forze dell’ordine»

Gli antagonisti acquistano una pagina sul settimanale cattolico, ma Badini Confalonieri interviene per dire che «chi è preposto all’ordine pubblico deve essere particolarmente vigilante»

È scontro (anche) di petizioni in Val Susa. I No Tav, acquistando all’uopo una pagina del settimanale diocesano La Valsusa, dicono che «è sbagliato e pericoloso rispondere al dissenso contro il Tav facendo intervenire la forza pubblica. Il problema va affrontato con l’analisi dei dati tecnici ed il confronto tra le parti. La militarizzazione del territorio, umiliante e vergognosa per tutti i cittadini, non farà altro che trasformare Susa e la Valle in un deserto». Una posizione fatta propria, le firme raccolte e pubblica nella fitta pagina, sono 2347. «Siamo cittadini – rivendicano i firmatari – che non si nascondono dietro l’anonimato». Chiaro e polemico riferimento alla scelta dei 512 segusini che sottoscrissero un benvenuto alle Forze dell’Ordine di non rendere pubblici i nomi degli aderenti.

IL CONTROCANTO DEL VESCOVO. Il settimanale cattolico, però, in prima pagina, riporta un netto giudizio del vescovo Alfonso Badini Confalonieri, chiaramente su una linea diversa di quella dei firmatari. «Se qualcuno non ha in mente di agire violentemente o prepotentemente contro altre persone, non dovrebbe aver timore della presenza in valle delle forze dell’ordine», precisa subito. Secondo il vescovo, «è evidente che in questo momento in cui si sono verificati atti di intimidazione, e incendi di cose di privati cittadini, è importante che chi è preposto all’ordine pubblico sia particolarmente vigilante e garantisca i diritti democratici, impedendo o contrastando qualsiasi atto criminale». Infine Badini Confalonieri chiarisce che «se vogliamo la pace nel nostro territorio tutti devono collaborare a sanare le divisioni e comprendere le posizioni altrui, ascoltando gli altri e rispettando chi la pensa diversamente».

LA RACCOLTA FIRME. Intanto, con la mobilitazione di un gruppo politicamente trasversale di valsusini, si stanno raccogliendo altre firme. Il testo dell’appello segusino di settembre e stato attualizzato con un riferimento alle parole scritte da Giorgio Napolitano a La Stampa all’indomani dell’invio del pacco-bomba a Massimo Numa. «Non posso che condividere – scriveva il Presidente della Repubblica – il più netto richiamo al superamento di ogni tolleranza e ambiguità nei confronti di violenze di stampo ormai terroristico». Secondo i promotori di questa altra raccolta firme, «dobbiamo in modo inequivocabile dire che in Valle non c’è, nemmeno a parole, alcuna copertura agli atti violenti e che la tanti agenti sono qui perché c’è chi irresponsabilmente ha alzato il livello dello scontro».