«I cristiani sono i più perseguitati al mondo. Londra lo riconosca e agisca»

Il governo del Regno Unito dovrebbe coniare la definizione di «cristianofobia» e imporre sanzioni a quei paesi che perseguitano i cristiani. È uscito il rapporto definitivo commissionato dal governo britannico sulla persecuzione

Il governo del Regno Unito dovrebbe imporre sanzioni a quei paesi che perseguitano i cristiani, riconoscere e coniare la definizione di «cristianofobia» al pari di islamofobia e antisemitismo, sensibilizzare i suoi diplomatici sul tema e «cambiare radicalmente prospettiva».

Sono solo alcune delle raccomandazioni contenute nel rapporto indipendente sulla persecuzione dei cristiani commissionato nel dicembre 2018 dal ministro degli Esteri britannico, Jeremy Hunt, e pubblicato ieri. Una prima versione provvisoria del rapporto realizzato dal vescovo di Truro, il reverendo anglicano Philip Mounstephen, come riportato da tempi.it, era stata pubblicata a maggio.

IL SOSTEGNO DI HUNT E JOHNSON

I candidati alla leadership del partito conservatore inglese, Boris Johnson e lo stesso Jeremy Hunt, hanno già promesso che se diventeranno premier applicheranno le raccomandazioni. «Dobbiamo riconoscere che c’è un problema specifico di persecuzione correlata al cristianesimo che va oltre la promozione della libertà religiosa», si legge nel rapporto.

Il documento spiega che un terzo della popolazione mondiale soffre per la persecuzione religiosa e che l’80 per cento è di fede cristiana. In media, 345 cristiani vengono uccisi per la loro fede ogni mese, soprattutto in Africa. Ma la persecuzione dei cristiani va dalla «discriminazione a scuola e sul lavoro» fino alla messa in pratica di «atti genocidari».

POLITICAMENTE CORRETTO E SENTIMENTO DI COLPA

Tra i motivi indicati nel rapporto come cause dell’indifferenza verso i cristiani perseguitati vengono citati «il politicamente corretto» e «un sentimento di colpa post-coloniale». La persecuzione dei cristiani è un’emergenza tanto quanto i cambiamenti climatici, si legge ancora, «ed è giunto il momento di porvi attenzione. Anche il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite dovrebbe adottare una risoluzione per fare pressione sui governi del Medio Oriente e del Nord Africa affinché proteggano i cristiani e le altre minoranze religiose».

In questo senso è fondamentale «chiamare le cose con il loro nome» e parlare esplicitamente di «persecuzione dei cristiani». «Il politicamente corretto ci ha impedito di stare dalla parte dei cristiani all’estero», ha dichiarato il ministro Hunt. «In patria viviamo in una società tollerante e diversificata e non dovremmo avere paura di promuovere questi valori all’estero. È triste che i cristiani siano il gruppo religioso più perseguitato dei tempi moderni. Sono determinato a mostrare che siamo dalla loro parte».