Homs, massacrati donne e bambini. Frattini: «Presto non ci saranno più siriani da salvare»

Non si fermano in Siria le stragi da parte del regime di Assad. A Homs, roccaforte dei ribelli, stamattina sono stati scoperti i cadaveri di 47 tra donne e bambini, documentati in un video.

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È orrore in Siria per un nuovo massacro scoperto stamani a Homs, terza città del Paese, e condotto da ignoti contro alcune famiglie dei quartieri a maggioranza sunnita Karm az Zeitun e Adawi, mentre un’autobomba esplosa a Daraa nel sud del Paese ha ucciso una giovane studentessa e ferito 25 suoi compagni. I corpi mutilati di 47 tra donne e bambini di Homs sono stati mostrati da video amatoriali pubblicati su Internet da attivisti anti-regime, che accusano le milizie lealiste di aver giustiziato sommariamente i civili innocenti.

Questi – secondo il racconto dei testimoni sul posto – erano scampati al bombardamento compiuto per tutta la notte dall’artiglieria governativa su Karm az Zeitun e Adawi, rioni vicini a Nuzha, quartiere a maggioranza alawita, comunità sciita a cui appartengono anche i clan al potere da 40 anni. Il regime conferma implicitamente la notizia affidando al ministero dell’informazione un comunicato, diffuso dall’agenzia ufficiale Sana, nel quale si accusano non meglio precisati terroristi di aver sequestrato civili di Homs, di averli uccisi e mutilati e di aver inviato le immagini alle tv panarabe al Jazeera e al Arabiya con l’obiettivo di attribuire il crimine alle autorità.

I Comitati di coordinamento hanno finora identificato una dozzina di corpi, tra i quali figurano quelli di bambini di cinque e sei anni e alcune donne. Intanto a Daraa, nel sud del Paese al confine con la Giordania, un’autobomba è esplosa secondo quanto riferiscono attivisti, uccidendo una ragazza e ferendo 25 studenti di una scuola nel centro cittadino. L’agenzia Sana non ha finora riportato nessuna notizia da Daraa.

Intanto fa sentire la sua voce l’ex ministro degli Esteri italiano Franco Frattini: «Ancora morti in Siria: Homs come Sagunto. Facciamo in modo che quando si sarà finito di discutere siano rimasti siriani da salvare. Dum Romae consulitur, Saguntum expugnatur (mentre a Roma si discute, Sagunto viene espugnata)». Lo ha detto in una nota il deputato Pdl ed ex ministro degli Esteri Franco Frattini. «Sulla Siria continue consultazioni, ma senza mai arrivare ad una soluzione in grado di fermare una situazione sull’orlo della guerra civile. La barbarie sul terreno siriano non conosce tregua. Il che richiede decisioni rapide e coraggiose. Mentre si continua ad assistere, al contrario, allo stallo della diplomazia internazionale impantanata in infiniti cavilli, rinvii e veti del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Per la popolazione civile è sempre più una trappola da cui è impossibile trovare scampo».

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