«Ho visto mia nipote bruciare viva». Testimone oculare in Pakistan racconta l’attacco dei musulmani alle case degli “eretici” ahmadi

Parla così Arslan Shahyar, lo zio della donna ahmadi uccisa lo scorso 27 luglio a Gujranwala, nel Punjab, quando una folla di musulmani fanatici ha assaltato e dato fuoco a un quartiere della minoranza

«Ho visto bruciare viva mia nipote, è stata la notte peggiore della mia vita». Parla così ad AsiaNews Arslan Shahyar, lo zio della donna ahmadi uccisa lo scorso 27 luglio a Gujranwala, nel Punjab, quando una folla di musulmani fanatici ha assaltato e dato fuoco a un quartiere della minoranza.

AHMADI. Gli ahmadi sono una comunità musulmana che non riconosce Maometto come Profeta ed è per questo considerata eretica. In Pakistan vengono continuamente perseguitati, in particolare una legge impedisce loro di definirsi musulmani, di chiamare “moschea” il loro luogo di preghiera e di celebrare le festività islamiche.

«VERA BARBARIE». «Si è trattato di un atto di vera e propria barbarie», afferma Asma Bibi, anche lei testimone dell’attacco. «Non si può descrivere il dolore che abbiamo provato vedendo morire il bambino, proprio davanti ai nostri occhi. Dov’è la legge? Le autorità non sono state in grado di proteggerci».

«POLIZIA STAVA A GUARDARE». L’assalto, nel quale hanno perso la vita una donne e due bambine, è stato causato da una presunta foto blasfema pubblicata su Facebook da un membro della comunità ahmadi. Una folla di 150 musulmani si è recata alla stazione di polizia chiedendo di registrare il caso. «Mentre la polizia li ascoltava, un’altra folla ha attaccato e cominciato a bruciare le case degli ahmadi», precisa una fonte a Reuters, mentre la polizia presente sul posto «stava a guardare».

SOLIDARIETÀ DAI CRISTIANI. Ieri la comunità ahmadi è scesa in piazza per protestare contro le violenze. I cristiani di Gujranwala hanno condannato insieme a loro le violenze, portando la loro solidarietà alla minoranza. Per l’attivista che si batte a favore dei diritti umani Aqeel Mehdi violenze di questo tipo «si ripetono ad un ritmo sempre maggiore» e le autorità «non prendono le misure necessarie a tutela delle minoranze».

BLASFEMIA. La legge sulla blasfemia viene continuamente abusata in Pakistan ed è ormai uno strumento per colpire e derubare le minoranze religiose, come i cristiani o gli sciiti. Quest’anno sono già state accusate di blasfemia almeno 100 persone, mentre nel 2011 era stato registrato un solo caso. In oltre il 95 per cento dei casi le accuse si rivelano false e infondate.