Contenuto riservato agli abbonati

La preghiera del mattino di Lodovico Festa

Il partito “russo” italiano è quasi sciolto. Quello “cinese” ha ancora carte da giocare

Vladimir Putin e Romano Prodi
Il presidente russo Vladimir Putin con l’ex premier italiano Romano Prodi a San Pietroburgo nel 2015 (foto Ansa)

Il presidente russo Vladimir Putin con l’ex premier italiano Romano Prodi a San Pietroburgo nel 2015 (foto Ansa)

Sul Post si scrive: «Nella notte tra mercoledì e giovedì le forze russe hanno conquistato la città di Kherson, nel sud dell’Ucraina, il primo grosso centro abitato dall’inizio dell’invasione: la città ha quasi 300 mila abitanti e si trova in una posizione importante per l’avanzamento delle truppe russe. Proseguono inoltre, praticamente ininterrotti, i bombardamenti delle principali città ucraine». In the fog of the war, nella nebbia della guerra circolano due opposte versioni: da un parte si sostiene che l’esercito russo è allo sbando e non incide nel conflitto, dall’altra che l’esercito russo è all’attacco e sempre più distruttivo. Naturalmente c’è del vero in entrambe le versioni, però è meglio se prevale una consapevole valutazione dei rischi sulla speranza di una rotta di una potenza militare che impegnata su diversi fronti (dalla Siria a vari scenari africani) ha dimos...

Contenuto riservato agli abbonati Digitale e Full
Digitale
Il quotidiano online
+ il mensile digitale
Full
Il quotidiano online
+ il mensile digitale e cartaceo
Tempi capisce, colpisce. Abbonati subito. Scopri l’offerta

Articoli correlati