Grecia, ministri dell’Eurogruppo sospendono gli aiuti: prima i tagli – Rassegna stampa/1

L’Eurogruppo sospende i 12 miliardi di aiuti promessi alla Grecia se non verrà prima approvato il 28 giugno il piano di austerity dal governo di Papandreou. Jean-Claude Juncker, presidente dell’Eurogruppo: «Non ritengo che l’Italia sia in pericolo. Non ho mai detto che domani Italia e Belgio debbano tremare»

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Ieri i ministri dell’Eurogruppo hanno deciso di sospendere l’erogazione della quinta rata di aiuti alla Grecia, che ammonta a 12 miliardi di euro. “Il via libera, ha spiegato ieri Jean-Claude Juncker, presidente dell’Eurogruppo, arriverà solo dopo che il Parlamento greco avrà approvato il nuovo piano di austerità e di privatizzazioni massicce concordato con la Commissione, la Banca centrale e europea e l’Fmi. Il voto parlamentare è previsto per il 28 giugno” (Repubblica, p. 24).

“E’ la prima volta che i ministri finanziari dell’Unione minacciano esplicitamente di togliere la rete di sicurezza stesa dall’Europa sotto i paesi in difficoltà. Ed è dunque la prima volta che lo spettro di un ‘default’ sovrano, su cui i mercati si stanno esercitando da mesi, viene implicitamente evocato a livello istituzionale” (Repubblica, p. 24). Il governo di Papandreou in Grecia è in difficoltà, avversato dall’opposizione, e quello dei ministri europei è un messaggio chiaro: o il risanamento o la bancarotta.

Juncker è anche intervenuto per correggere l’impressione, data da una sua recente intervista, che Italia e Belgio potessero essere a rischio. «Non ritengo che l’Italia sia in pericolo, ha spiegato. Non ho mai detto che domani l’Italia e il Belgio debbano tremare. Ho solo messo in guardia contro azioni imprudenti che possono scatenare reazioni irrazionali dei mercati». Il riferimento è alla pretesa che la Germania aveva avanzato di coinvolgere forzosamente i privati in una ristrutturazione del debito greco. Questa ipotesi è definitivamente tramontata dopo la riunione di ieri” (Repubblica, p. 24).

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