Lettere al direttore
Un grazie al nostro amico Festa. “La preghiera” continua
Gentile direttore, già dai primi risultati sull’esito del referendum sulla giustizia, da parte di tutte le forze politiche e non solo, sono iniziate le solite dichiarazioni, analisi, valutazioni ecc. come accade sempre in queste circostanze. Mi permetto, come semplice cittadino e lettore della sua rivista, qualche considerazione di fondo ed una riflessione. Innanzitutto, onore a tutti coloro che si sono impegnati nell’occasione con serietà e competenza ed in particolare per la sua rivista che tanto ha fatto per spiegare le vere ragioni del referendum in un clima caratterizzato da una retorica di vecchi tempi e una ipocrisia non indifferente nel confondere ragioni e valori. La riflessione: guardando oltre, tra alcuni mesi si entrerà nel vivo delle prossime elezioni politiche. Dopo tutto ciò che è stato detto da parte di coloro che hanno vinto il referendum, pensando anche a quanto sostenuto nel corso degli anni sulla necessità di una riforma della “giustizia”, sarà molto interessante vedere che cosa diranno in proposito. Come si sa, le bugie hanno le gambe corte e se ne vedranno delle belle. Con stima.
Giuseppe Salvato
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Ha vinto lo status quo! Aveva ragione Gaber: dov’è la destra e dov’è la sinistra nei voti del referendum?
Antonio Petrina
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Gentile direttore, una persona amica di parrocchia mi ha detto ad alta voce che avrebbe votato “no” al referendum sulla giustizia per votare contro la Meloni. Evviva la sincerità. Infatti per tante persone con cui ho parlato questo era il motivo principale. Le questioni giuridiche avevano poco peso. E questo in ambiente parrocchiale… In altro ambiente “laico” penso sia stato per molte persone la stessa cosa e forse ancor più marcata. Per questo azzardo nel dire che la “riforma della giustizia” non abbia veramente perso nella sostanza. Era giusta (nel senso laico). Se poi guardiamo ai numeri 47 per cento e 53 per cento… siamo quasi all’equilibrio.
Gabriele Soliani
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Vorrei ricordare ai legittimi vincitori del no – i più generosi dei quali si spingono a “perdonare” chi ha votato sì (anche se fra i magistrati, i politici, persino gli avvocati, ecc. c’è una certa aria di “resa dei conti” post-referendum) – che le opzioni per il sì e per il no hanno la stessa, identica, assoluta dignità. Lo dice la Costituzione stessa nel momento in cui prevede il referendum con le due opzioni. Che una opzione vinca e l’altra perda è il naturale esito. Quindi, che l’opzione per il sì mantenga la sua piena dignità anche dopo la sconfitta non è un generoso dono dei vincitori del no, ma una garanzia costituzionale. Anche da un reciproco reale rispetto, nella comune accettazione del risultato, si vede chi rispetta realmente la Costituzione e chi la subordina a fini diversi…
Claudio, Cervia
Cari amici, mi pare si sia persa un’occasione storica per mettere fine alla “guerra dei trent’anni”, come spesso abbiamo definito questa “battaglia” che dura dai tempi di Mani Pulite. Da allora, certamente, qualcosa è cambiato, ma non abbastanza per chiudere una stagione conflittuale. A noi la riforma pareva una buona occasione non per “punire” la magistratura (come è stato detto e si è dato ad intendere), ma per riportare un giusto riequilibrio tra poteri dello Stato. Non è andata così, peccato.
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Lodovico Festa comunica il suo ritiro, per il meritato riposo. Ci mancherà il suo sguardo capace di vedere in profondità nelle crepe della politica. Grazie Lodovico, un abbraccio.
Paolo Bini
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Noooo!!! Come facciamo senza Lodovico Festa???
Daniela Notarbartolo
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È stato un onore leggere le preghiere del mattino… buona vita.
Alberto Caleca
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Un grazie sincero per la compagnia illuminante che ha rappresentato in tutti questi anni con la sua rubrica.
Marco Valisa
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Festa non può lasciare così i suoi fedeli lettori. Nel giornalismo di oggi è raro trovare una analisi politica fatta di cultura, di esegesi e di riflessione. Io avevo trovato questo in Festa e non mi rassegno ad accomiatarmi dalla quotidiana “Preghiera”.
Michela Masera De Pascalis
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Auguri caro Ludovico Festa e grazie per il tuo lavoro, da un coetaneo.
Elvio Bellato
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Mi dispiace assai che “La preghiera del mattino” chiuda i battenti: è la prima cosa che leggo su Tempi da quando sono abbonata. Colgo l’occasione per suggerire a Lodovico Festa la lettura dei romanzi di Terry Pratchett. Leggendo Non sapendo fare a maglia mi sono fatta l’idea che gli potrebbero piacere per l’ironia e per lo humour tipicamente britannico che sono la cifra dell’autore.
Beatrice Lo Giudice
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Gent.mo dottor Festa, capisco la necessità di ridurre gli impegni… mi mancherà tanto, la sua rubrica era un reale aiuto a giudicare le cose del mondo. Un cordiale saluto.
Roberto Bonturi
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Come ti capisco Lodovico! È uno spazio che abito da pochi mesi dopo aver dato nella scuola, nella famiglia e nella psicocoterapia il meglio della vita mia! Ma poi il meglio accade nuovamente giorno per giorno ed ha bisogno della stessa intraprendenza e baldanza che ci contrassegnò nelle splendide stagioni barricadere, quando gridammo avanti miei prodi ed eravamo in 4 gatti, neppure in fila per 6 col resto di 2. Non so se il mondo si è arricchito per la nostra presenza, So che ci arricchiamo ogni giorno sentendo un nipote, un amico lontano, gli echi di battaglie che vorremmo ancora combattere e siamo chiamati a combattere in altro modo. Bello il consiglio che mi pare ci venga da una lettrice: “Non sapendo fare a maglia”, bisognerà trovare altro dentro lo spazio che ci è dato… Per me ad esempio il mare che ogni mattino sento da casa mia ed è un suono diverso ogni mattina. Buon vento e grazie!
Piergiorgio Bighin
Festa non è solo un nostro prezioso collaboratore, ma anche un nostro grande amico. E l’amicizia è una cosa che non si interrompe mai. Come si vede da queste lettere, i suoi interventi erano apprezzatissimi dai lettori e, io credo, continueranno ad esserlo sotto altra forma. Non farà più la “Preghiera”, ma continuerà a scrivere su Tempi. La newsletter, comunque, non morirà e gli abbonati continueranno a riceverla.
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