Gran Bretagna, trionfano i conservatori di Cameron. L’uscita dall’Unione Europea è più vicina?

I Tories dovrebbero arrivare a un solo seggio dalla maggioranza assoluta, mentre crollano tutti gli altri partiti. Ora Cameron dovrà mantenere le promesse e indire nel 2017 il referendum sull’uscita dall’Europa

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Doveva essere un durissimo testa a testa tra laburisti e conservatori, invece tutti i sondaggi hanno fatto un clamoroso buco nell’acqua. Alle elezioni britanniche di ieri, David Cameron ha condotto i Tories a una vittoria importante, anche se probabilmente non otterrà la maggioranza assoluta.

QUASI MAGGIORANZA ASSOLUTA. Lo spoglio si sta ancora ultimando, ma la Bbc prevede che alla fine i conservatori otterranno 329 deputati su 650, ad un solo seggio dalla maggioranza assoluta. I laburisti invece si dovrebbero fermare a 233, mentre i nazionalisti scozzesi conquistano ben 56 seggi. L’Ukip di Nigel Farage prende appena due scranni (anche se è il terzo partito per numero di voti), i liberal-democratici una decina, contro i 57 delle passate elezioni.

SCOZIA E REFERENDUM. Dopo un voto che ha sconvolto ogni pronostico, ci sono poche certezze. Sicuramente verrà aumentata l’autonomia della Scozia, che i conservatori hanno promesso in campagna elettorale. Ma i Tories dovrebbero mantenere anche un’altra promessa: indire un referendum per far scegliere alla popolazione inglese se la Gran Bretagna deve restare o uscire dall’Unione Europea.

BREXIT. Cameron ha promesso che la consultazione ci sarà nel 2017 e come affermato dall’ex ministro laburista Denis MacShane, «se il referendum avesse luogo, le correnti antieuropeiste, potentissime nella società britannica, ci porterebbero in modo irrimediabile a uscire dall’Europa» perché «in Gran Bretagna sono tutti contro l’Europa: il mondo politico, i media, gli affari, la cultura». MacShane sperava nella vittoria del Labour, ma il partito è stato distrutto. Forse, prima di Grexit, ci sarà la Brexit.


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