Il presidente prepara il potere senza fine mentre prosegue la repressione di sacerdoti e vescovi: dalla sparizione di monsignor Juan Abelardo Mata alla detenzione di padre Frutos Valle Salmerón, non c'è pace per i religiosi rimasti nel paese
Il Mercoledì delle Ceneri nella Cattedrale di Managua, Nicaragua, 18 febbraio 2026 (foto Ansa)
Un anno fa aveva riscritto la Costituzione introducendo la "copresidenza" con la moglie Rosario Murillo e portando il mandato presidenziale da cinque a sei anni. Oggi Daniel Ortega compie un nuovo passo nella trasformazione del Nicaragua in uno Stato sempre più autoritario: una riforma costituzionale presentata al Parlamento propone infatti di estendere il mandato a sette anni, rinnovabili, senza limiti alla permanenza al potere.
Il progetto rappresenta l'ultimo tassello della progressiva concentrazione del potere nelle mani della coppia Ortega-Murillo. Nella relazione introduttiva si sostiene che il modello di «Stato e Governo del Popolo Presidente» richiede un periodo più lungo per garantire «stabilità, continuità e operatività» nell'attuazione del Piano nazionale di sviluppo umano. Gustavo Porras, presidente del Parlamento composto ormai solo da deputati sandinisti, ha dichiarato durante un incontro con il corpo diplomatico accreditato a Managua che il testo «sarà approvato a inizi...
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